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FINDOMESTIC CAMBIA PELLEA COLPI DI SURVEY

 

A giudicare da quanto appare su Echonet e da ciò che riceviamo via e-mail sembra sia cambiato il “core business” (come dicono quelli bravi) di Findomestic. Non ci occupiamo più di prestiti o di carte revolving, adesso ci occupiamo di… fare survey, o come si diceva una volta, più semplicemente, INDAGINI DI MERCATO, insomma proporre questionari di ogni tipo e sorta.

 

A dicembre ci è stato presentato un piano industriale 2022-2025 denominato PF Impulse Plan, che richiama alla memoria dei meno giovani un noto claim pubblicitario degli anni ’80, “se qualcuno ruba un fiore per te, sotto sotto c’è …”. Per i meno attenti a queste dinamiche sono reperibili pagine dedicate nella Echonet aziendale. Purtroppo si tratta solo di comunicazione istituzionale, l'Azienda ha tenuto coperte le azioni concrete per poi svelarle poco a poco nei piani delle Direzioni Operative.

Quindi solo un mare di concetti astratti, su cui chi spiegava neanche sapeva bene di cosa si parlasse. A tutt’oggi sembra che nessuno dei comuni mortali sappia “dove stiamo andando”, quale sia la direzione ma ci dicono che gli utili sono buoni e sono in crescita e noi? Che dire? Siamo contenti che l’Azienda vada bene ma vorremmo anche sapere tutti questi utili dove vanno a finire, se vengono reinvestiti in Findomestic o se invece non vadano magari a finire chissà dove. E già!! perché, nel frattempo, si viaggia su organici sempre più risicati ed uffici sempre più in difficoltà! Non a caso si ripetono incessantemente le richieste straordinari ad ogni ora ed in ogni giorno della settimana, weekend inclusi, ma anche assurde pressioni su colleghi, tanto c’è sempre qualcuno che per “amor di patria” o, più spesso, per paura (e non si sa bene di cosa) si sacrifica illudendosi ancora che questo andazzo sia solo temporaneo.

La Survey di moda in questi giorni è NPS,  che però riguarda i clienti, come avrete visto è diventata parte integrante degli obiettivi del personale di sede. L’indicatore era già presente lo scorso anno ma solo per parte del personale di rete. Come Unisin ci limitiamo ad una considerazione: posto che l’Azienda decide autonomamente il proprio sistema incentivante e non ha obblighi di concertazione con le Organizzazioni Sindacali, tale sistema si è sempre basato sul raggiungimento di obiettivi personali o del proprio team, perché inserire un obiettivo aziendale? Di norma gli obiettivi aziendali sono sempre stati utilizzati per determinare il VAP. Perché la scelta di fare questo minestrone?

 

Non ci sarà forse dietro che l’Azienda non voleva rischiare di ridiscutere il Contratto Collettivo Aziendale scaduto il 31 dicembre 2018 e sul quale non sente ragioni?

Tutto è fermo a quanto scritto l’8 giugno 2015 quindi 7 anni fa. Da allora gli utili si sono moltiplicati ma nulla di più è stato riconosciuto a coloro che sudano tutti i giorni affinché gli azionisti possano gioire.

 

 

La creatività dei colleghi del Gruppo non ha fine e dopo PF IMPULSE PLAN, nasce PF GLOBAL PULSE 2022, quindi polsi ed impulsi, è tutto uno spingere. In realtà campagna già nata nel 2021, survey figlia delle ex GPS (Global People Survey) che facciamo già da anni, cioè quei questionari infiniti con cui il Gruppo sonda il clima in azienda. Da un paio di anni si sono resi conto che le domande erano veramente troppe e le hanno ridotte, gli hanno cambiato un pò il nome ma in sostanza… un’altra survey [...] 

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un’ Altra occasione persa

 

Abbiamo ricevuto ieri la conferma di quanto l’Azienda abbia nel proprio DNA la sfiducia ed il controllo dei propri dipendenti.

Ha comunicato con una mail che il 1° aprile (e non è uno scherzo…) dovranno rientrare a lavoro in ufficio i coniugi/conviventi dei fragili. Quest’ultimi, invece, potranno andare in proroga (fino a nuova comunicazione…), facendosi però certificare dal proprio medico, entro 7 giorni, che la loro malattia rientra in quelle previste dal Decreto del 4 febbraio 2022. Nel caso in cui la patologia non rientrasse in quelle previste, anch’ essi dovranno tornare in ufficio il 1° aprile.

Apprezziamo il fatto che Findomestic abbia consentito finora ai coniugi/conviventi dei fragili di continuare a lavorare in Smart-Working emergenziale, nonostante non ci fosse più obbligo normativo, ma non si comprende il motivo per cui non sia stato comunicato per tempo il rientro, visto che questa era l’intenzione aziendale, dando la possibilità ai lavoratori di organizzarsi.  Dopotutto, la normativa consente alle aziende di prorogare il lavoro agile emergenziale fino al 30 giugno… Perché invece tutta questa fretta?

Inoltre, l’Azienda è consapevole che spesso non è facile ottenere tali certificati dal proprio medico in tempi così brevi? Come dovranno comportarsi le persone che avrebbero la possibilità di continuare a lavorare in Smart-Working, ma hanno difficoltà ad avere la documentazione necessaria?

 

Ci duole nuovamente constatare la carenza comunicativa (che ha caratterizzato tutto il periodo pandemico) di questa Azienda, segnale di scarsa attenzione verso i propri dipendenti.

Non tutti gli interessati hanno ricevuto la comunicazione, non è ben chiaro se i 7 giorni per la produzione del certificato decorrano dalla ricezione della mail o dal 1° aprile e non è neppure specificato se siano lavorativi o di calendario…

 

Ancora una volta, quando Findomestic ha delle necessità i lavoratori devono essere immediatamente pronti e disponibili (pena essere considerati pure irrispettosi e irriconoscenti) invece, quando i dipendenti hanno delle esigenze, l’Azienda non è mai comprensiva e si dimostra sempre oltremodo rigida, pur avendo la possibilità di fare diversamente [...]

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NULLA DI FATTO

 

Nell’ultimo incontro ci siamo confrontati con il nuovo Direttore Studio Recupero, Marco Molinaro.

Nonostante la disponibilità a portare avanti la discussione sullo Smart-Working nei settori ai quali viene negato, duole constatare che la posizione aziendale rimane quella dell’ultima bozza presentata.

Ovvero la disponibilità ad estenderlo, purchè venga concesso un controllo sistematico e continuativo sul dato individuale, senza garanzie sufficienti affinchè questo non sia utilizzato per le ormai note pressioni commerciali.

E’ deludente osservare quanto la nostra azienda non abbia fiducia nei propri dipendenti, o meglio nei confronti di chi lavora in determinati settori. Non è bastata la dimostrazione di quanto sia stato fatto nei due anni di pandemia utilizzando dotazioni personali, senza neanche aver avuto indietro un parziale rimborso (a differenza di quanto succede altrove nel gruppo).

Rimaniamo stupiti che il Direttore, all’incontro, abbia smentito di fatto il fine dichiarato fino a oggi dall’Azienda, ovvero quello della sola organizzazione del lavoro, specificando che il dato è necessario a fini formativi e di confronto sull’andamento delle performance del singolo.

Nell’ultima bozza presentata dall’Azienda, erano invece state esplicitamente escluse tutte le finalità che non riguardassero l’organizzazione del lavoro.

Allora qual è il vero obiettivo di Findomestic? E’ difficile intavolare una discussione se la finalità non è chiara e il fatto che non lo sia non ci tranquillizza affatto…

 

Ferie

Anche quest’anno, nonostante le sollecitazioni, l’Azienda ha deciso di inserire incomprensibili ed inutili restrizioni alla fruizione delle ferie. Ulteriore dimostrazione di mancanza di sensibilità ed attenzione verso i propri dipendenti. E’ avvilente notare questo irrigidimento rispetto al passato, da parte di un’azienda che si è sempre fregiata di vari riconoscimenti di clima e benessere aziendale.

 

Mentre della altre parti si cerca di tornare alla normalità, in Findomestic si insiste sull’emergenza e sull’eccezione così da legittimare i propri interessi e ottenere vantaggi a scapito dei soliti noti […]

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Ciò che normalmente sembra così impensabile da non poter nemmeno essere preso in considerazione a volte accade. Oggi è accaduto.

Quella stessa vita che regala gioie e felicità sa darti il dolore più grande e improvviso: questo succede quando la vita stessa scappa via.

Oggi Massimo è volato via. Ci ha lasciato improvvisamente.

Tutti quelli che lo amano, e sono tanti, oseremo dire tutti quelli che lo hanno conosciuto davvero, porteranno per sempre una ferita indelebile nel cuore.

Abbiamo avuto l’onore di essere considerati da Massimo amici, oltre che colleghi. Con Massimo abbiamo affrontato tante avventure sindacali e tanta strada abbiamo percorso insieme. E ancora tanta ne avevamo da percorrere, sempre uniti dagli stessi valori… e sentiamo che lui sarà ancora al nostro fianco, così come continuerà a vegliare sui suoi affetti e su tutti i colleghi che da anni hanno scelto di riporre in lui la propria fiducia.

A Marzia ed alla piccola Lavinia rivolgiamo il nostro abbraccio fraterno!

A tutti i colleghi di Findomestic Palermo assicuriamo che lo spirito che ha sempre guidato Massimo sarà gelosamente custodito da tutti noi. Nel suo ricordo troveremo la forza e l’ispirazione per continuare le sue e le nostre battaglie.

Tommaso Vigliotti

Jacopo, Elena, Serena, Alessandro, Corrado, Marco, Giorgio, Luca B., Luca S., Stefano C., Stefano D.

 

Firenze, 13 marzo 2022

                                                                                         La Segreteria

                                                                              Organo di Coordinamento

 

                                                                                    UNISIN Findomestic

EXTRA-BUDGET 2022: BENE MA NON BENISSIMO

 

Come già Unisin aveva anticipato nello scorso volantino, si è sviluppata, ed è arrivata a conclusione, la trattativa che ha riportato in azienda l’Extra-Budget.

Visto le nostre innumerevoli sollecitazioni degli ultimi due anni e i brillantissimi risultati aziendali, valutiamo positivamente questo avvenimento.

Per altro, l’intervento di Unisin che sollecitava un aumento del budget da impiegare a questo scopo, ha trovato parziale accoglimento. Si poteva fare di più ma non vogliamo fare gli eterni scontenti. E’ un buon segnale di inversione di tendenza verso rapporti più positivi in Azienda.

 

Occorre però segnalare, che la scelta aziendale di erogare valori di premio diversi in base ai livelli di inquadramento, ci appare difficilmente comprensibile. Tutti i colleghi hanno contribuito ai grandi risultati raggiunti e tutti i colleghi (quadri compresi) sono ugualmente meritevoli dell’ Extra-Budget.

 

Inoltre, considerando la somma enorme di utile raggiunto, oltre 400 mln, pensiamo che ci sarebbe stato ampio margine per premiare ugualmente tutti. Gli importi previsti secondo il livello, su cui l’Azienda è stata irremovibile, male si giustifica con un’utopica rimodulazione dei redditi e appare, piuttosto, un modo di “risparmiare” alquanto fuori luogo.

 

Per i dettagli rimandiamo all’accordo allegato. Speriamo di continuare positivamente e ancor meglio per il futuro.

 

Prossimo incontro

 

L’Azienda coglie la sollecitazione di Unisin e ci comunica che al prossimo incontro sarà presente il nuovo Responsabile Operation e Supporto Businnes, Molinaro [...]

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SMART WORKING:

SAREBBE STUPIDO NON ATTIVARLO!

 

E’ notizia di questi giorni l’inizio di una fase di graduale, ma rapido, ritorno alla normalità.

Il miglioramento della situazione epidemiologica registrato a livello generale sta conducendo le istituzioni alla progressiva rimozione delle limitazioni della vita sociale.

Tutto ciò si ripercuote anche nel nostro ambiente lavorativo, infatti, anche Findomestic ha recentemente comunicato il calendario per la ripresa delle attività in ufficio: dal 28/02 rientreranno i pendolari che utilizzano il trasporto pubblico, dal 7/03 finiranno gli “split team” facendo rientrare tutti alla normalità.

 

Dal 7 marzo, quindi, si tornerà ad affollare gli uffici ed a frequentare personalmente i colleghi. Sempre dal 7 marzo, chi ha aderito allo Smart-Working ordinario, potrà tornare a farlo nel limite dei 2 giorni a settimana previsti dal nostro Accordo Quadro del 2017 (ci sembra utile ricordare a questo punto che il CCNL del 2019 ha già superato il nostro accordo aziendale alzando il limite a 10 giorni al mese; a nostro avviso sia per questo che per altri aspetti occorrerebbe mettere mano ad una revisione del nostro accordo aziendale e ci dichiariamo già disponibili).

Sempre dal 7 marzo tornerà a viversi in maniera stridente la contraddizione discriminante fra i settori in cui è stato attivato lo Smart-Working ordinario e quelli che non ce l’hanno.

 

Ricordiamo che i colleghi della Rete sono in gran parte esclusi da questa modalità operativa di svolgimento delle attività, pur prevista indistintamente per tutta la popolazione aziendale dal nostro Accordo Quadro del 2017. E pur avendola largamente ed efficacemente sperimentata in questi 2 anni di pandemia, spesso mettendo anche a disposizione le proprie dotazioni personali.

Questa grave mancanza è quindi da ritenersi a totale responsabilità organizzativa aziendale e, in particolare, delle direzioni interessate.

 

Riguardo a ciò condividiamo e appoggiamo totalmente la linea del Sig. Molinaro tenuta durante la plenaria secondo la quale sarebbe opportuno attivare lo Smart-Working anche per le strutture di Rete. Giusto!

 

Attendiamo perciò sia lui che il resto del Management aziendale alla prova dei fatti. 

 

In tutte le realtà aziendali, anche quelle della concorrenza, lo Smart-Working si è ormai imposto come una modalità di lavoro attrattiva, efficace ed efficiente, capace di migliorare la qualità della vita dei colleghi e delle loro famiglie e capace di stimolare un’alta produttività aziendale.

 

 

Sempre più aziende ne fanno un cavallo di battaglia fin dalle selezioni per l’assunzione di personale. Chi ne volesse continuare a fare a meno condannerebbe l’Azienda ad un pessimo clima e la esporrebbe al rischio di perdere professionalità a favore della concorrenza.

 

 

Sarebbe, appunto, quantomeno inopportuno [...]

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EXTRA-BUDGET 2022

 

Finalmente l’Azienda dopo numerosi solleciti da parte di Unisin, si è resa disponibile a riaprire la discussione sull’EXTRA-BUDGET.

 

Nonostante che Findomestic abbia continuato a fare utili più che ragguardevoli, nonostante che nel 2019 abbia chiuso il bilancio con un utile ben oltre le aspettative, ha colto la ghiotta occasione della pandemia per non erogare alcun premio extra ai soli dipendenti, perché di contro, è stato invece suddiviso tra gli azionisti.

Ci aspettiamo che la proposta aziendale vada a rimborsare anche tutti gli extra budget non erogati fin’ora nonostante i risultati eccellenti, indennizzi tutti coloro che hanno utilizzato le proprie dotazioni e tutti quelli che ancora lo stanno facendo nonostante siano smart-worker a tutti gli effetti con regolare contratto firmato. 

 

Ferie

 

Con l’occasione abbiamo chiesto all’Azienda di tornare ad una metodologia di fruizione ferie pre-pandemia che, quindi, non preveda vincoli, percentuali e altri tipi di restrizioni.

 

Le ferie sono anche uno strumento utilizzato da molti colleghi per far fronte ad esigenze familiari che non sono sufficientemente coperte da altre tipologie di permessi aziendali o riconducibili allo stato sociale.

 

Nel contesto attuale l’obbligo di utilizzare una determinata percentuale di ferie entro una data prestabilita dall’Azienda non ha più alcuna giustificazione [...]

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VAP 2022

 

E’ stato firmato, in data odierna, l’accordo sul Premio Aziendale per l’anno 2022 (erogazione 2023).

Sono previste le 2 mensilità al raggiungimento di 310 mln di utile, sostanzialmente invariato rispetto al precedente.

In virtù della situazione attuale, che porta estrema incertezza economica e di pianificazione, abbiamo deciso di firmare l’accordo VAP per un solo anno al fine di monitorare gli sviluppi futuri.

E’ necessario ribadire però, che sarebbe opportuno che il VAP tornasse ad essere agganciato ai valori reali della produzione. 

 

Da anni il parametro utilizzato per il calcolo del VAP è l’utile lordo. Già in passato abbiamo più volte segnalato che questo parametro è “pericoloso in quanto troppo influenzabile da scelte “politiche” come gli accantonamenti che in quest’ultimo anno, essendo stati particolarmente elevati, hanno influito pesantemente sul risultato finale. Oppure potrebbe esserlo da eventi esterni non controllabili … E’ quindi necessario tornare a metodi di calcolo già utilizzati con soddisfazione in passato, che comprendano più parametri.

 

In ogni caso ci pare doveroso ricordare ancora una volta quanto Findomestic debba ai suoi dipendenti che, nel corso di un’inedita, inaudita e grave pandemia, si sono resi protagonisti di performances straordinarie, al di là di ogni ragionevole aspettativa, contribuendo in modo preponderante agli eccellenti risultati raggiunti. Riteniamo che l’Azienda dovrebbe almeno riconoscere tale valore in modo tangibile erogando un “premio aggiuntivo” anche in virtù delle severe politiche di risparmio operate già dal 2019 quando è stato negato ai dipendenti (ma non agli azionisti, ndr) il dovuto extra budget.

 

 

Ricordiamo che la giusta collocazione dell’accordo VAP è all’interno del Contratto Collettivo Aziendale (CCA, ex CIA). La breve durata dell’accordo appena siglato ci dà la possibilità di lavorare, per il prossimo anno, sul rinnovo di un CCA che contenga anche il reinserimento del VAP.

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INADEQUATE top MANAGEMENT

 

Riportiamo, in maniera non troppo sintetica, quanto emerso dall’ultima tornata di incontri con l’Azienda.

 

SEGUITO INDIVIDUALE (CONTROLLO A DISTANZA)

Il progetto di accordo sul tema è stato abbandonato. A nostro avviso il tentativo di stabilire un “seguito individuale automatizzato” sulla produzione è stato affrontato dall’Azienda in modo imperdonabilmente troppo superficiale. Avrebbe dovuto essere cosciente della portata enorme del cambiamento che una gestione automatica e informatizzata della produzione individuale avrebbe comportato nell’immediato e in futuro, con impatti occupazionali, conseguenze contro gli usi impropri e gli abusi, senza garanzie esigibili e verificabili per i colleghi soprattutto nel ricorso contro le valutazioni.

Niente di tutto ciò è stato offerto, nonostante i lunghi mesi di trattativa in cui Unisin è sempre stata presente al tavolo negoziale. Bene hanno fatto tutte le Organizzazioni Sindacali a respingere questo tentativo: l’Azienda non voleva un accordo, voleva una “resa”.

Pessime, dal punto di vista delle capacità negoziali e della correttezza delle relazioni industriali, sono state alcune mosse aziendali che ricordiamo di seguito:

-        formulare la teoria di uno scambio con lo Smart-Working (che non c’entra nulla ed è già sancito per tutti i lavoratori dagli accordi del 2017, cui l’Azienda deve solo dare seguito);

-        richiamare a lavoro in ufficio le strutture di Rete dal 2 novembre 2021 (con una manovra ricattatoria che non si è curata di mettere a rischio la salute dei colleghi e, di conseguenza, anche la produttività aziendale);

-        il tentativo, con lettere tanto patetiche quanto inconsuete e inutili, di mettere pressione ai lavoratori contro le Organizzazioni Sindacali.

 

Questi peccati rimarranno scolpiti nella pietra ad onta dell’attuale top (?) management!

 

I casi di abusi delle regole attuali, copiosamente riportati ad HR da Unisin durante questo anno, dimostrano inoltre l’immaturità dell’organizzazione aziendale soprattutto nei contesti operativi. I codici etici aziendali e di Gruppo e persino le norme di legge sono troppo spesso ignorati. Né pare che HR abbia la capacità di imporne l’apprendimento ed il rispetto. Non sapete maneggiare le pistole e vorreste i cannoni? [...]

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MAGGIORI PRECAUZIONI!

 

Nell'ultimo incontro con l'Azienda e nei giorni seguenti, non abbiamo mancato di sollecitare maggiori precauzioni sul piano della tutela sanitaria dei colleghi.

 

La situazione epidemiologica si sta di nuovo aggravando, ormai è affisso anche sui muri. Le procedure ed i protocolli previsti, pur diligentemente attuati in ambito aziendale, a nostro avviso non sono più sufficienti. Ne sono conferma i focolai recentemente scoppiati.

 

Aver deciso di ripopolare, anche densamente, gli uffici poteva essere comprensibile a settembre e ottobre, adesso si potrebbe rivelare un provvedimento controproducente. Specialmente negli “open space pollaio”.

 

A nostro avviso occorre che l’Azienda implementi nuovamente maggiori precauzioni rispetto alla normativa attualmente in vigore. Visto il trend in corso riteniamo che ciò vada a vantaggio della salute dei colleghi e, anche, della salvaguardia delle capacità produttiva aziendale. Una scelta “win win” come dicono… che sarebbe incomprensibile non percorrere.

 

 

Per altro le competenze in termini di sicurezza, interne all’Azienda, le abbiamo. L’esperienza e la professionalità per individuare, selezionare, organizzare e controllare le maggiori precauzioni da introdurre, sono presenti [...]

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WARNING!

NON CI SIAMO

Domani avremo un nuovo incontro con l’Azienda per continuare la discussione sul controllo a distanza.

Ci è stata presentata una nuova bozza che però nella sostanza non prevede niente di nuovo, semplicemente perchè non aggiunge alcuna nuova o diversa garanzia per i lavoratori rispetto ad usi distorti, indesiderati o imprevisti. La stessa definizione delle regole è assai aleatoria e ambigua, e rende difficile e discutibile stabilire ciò che sarà lecito o meno.

 

Ovviamente ribadiamo il fatto che è un azzardo inconsueto firmare un accordo di questo tipo prima di conoscere il Piano Industriale che, nonostante le continue rassicurazioni a vari livelli aziendali, a oggi non è stato reso noto.

 

L’intenzione dichiarata dell’Azienda è quella di passare da un controllo del dato aggregato a livello di team a un dato individuale quindi, ad oggi, è soltanto un accordo peggiorativo rispetto a quello vigente sul controllo a distanza. Perchè cercare un accordo che incide negativamente sulla qualità di vita, sulla serenità e il lavoro dei dipendenti a fronte di scambi su materie diverse? Solo perchè l’Azienda non rispetta gli accordi per lo Smart-Working del 2017, già validi anche per Diretto, Studio e Recupero come per tutti gli altri colleghi?

 

L’Azienda chiede il dato individuale per l’organizzazione del lavoro, salvo poi scrivere chiaramente nella bozza di accordo che tali dati verranno utlizzati per confronti tra Manager e risorsa. Confronto che, scrive ancora, si potrà fare solo con cadenza semestrale, ma con una serie di eccezioni su particolari esigenze stabilite dall’Azienda, potendo così aumentare i “confronti” senza che l’uso eccessivo possa essere contestabile.  

 

Ci sembra quindi molto chiaro che si stia preparando il terreno per la reintroduzione degli obiettivi individuali senza regole nè garanzie. Sarebbe un’inversione a 360° della cultura aziendale perseguita negli anni.

 

Inoltre la bozza di accordo risulta estremamente contradditoria in quanto, seppur nelle premesse sembra chiaro che non esistano obiettivi individuali, in passaggi successivi viene dichiarato che la valutazione non può essere determinata solo dal dato quantitativo, ma non ne viene escluso l’utilizzo se abbinato al dato qualitativo.

 

Sembrerebbe quindi evidente che l’obiettivo aziendale non è quello di avere i dati individuali ai fini di una migliore organizzazione del lavoro, bensì quello di utilizzarli per la valutazione dei lavoratori, con maggiori pressioni commerciali in tempo reale, il tutto legittimato da un accordo che non dia modo ai dipendenti di potersi tutelare e contestare l’uso inappropriato di certi strumenti, ma di accettare supinamente le regole introdotte in totale libertà dall’azienda:  anni di conquiste sindacali e cultura della concertazione buttati via per tornare agli anni ‘60 o prima [...]

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Civiltà europea

 

È di questi giorni l'ennesima notizia, stavolta riferita da "il Post", di un paese europeo che introduce regole civili per la tutela dei lavoratori esposti alle nuove modalità organizzative consentite dalla tecnologia.

 

Lo Smart Working è ormai una realtà diffusa in tutta Europa grazie anche alla particolare tutela della salute e del lavoro che ha offerto durante la pandemia.

 

Quasi tutte le aziende civili, anche quelle mediamente "illuminate", ma soprattutto le grandi, sia per dimensione che per visione verso il futuro, lo hanno adottato stabilmente contabilizzandone i vantaggi anche a favore dei lavoratori. Molti paesi civili si sono fatti promotori di legislazioni avanzate estendendone a tutti i lavoratori i benefici e riconoscendo il vantaggio competitivo di sistema di tale forma di lavoro.

 

Non si annovera fra le fila di questo progresso né l'Italia né Findomestic.

 

Nel nostro caso infatti lo Stato è costantemente in altre faccende affaccendato lasciando così alle aziende di disporre del proprio destino a seconda delle capacità del proprio Top(?) Management.

 

Il destino di Findomestic, purtroppo, è già da qualche anno viziato da una direzione generalmente rivolta al micragnoso risparmio, alla spremitura del decimale, al contenimento di tutto ciò che dalla colonia non può trasferirsi alle casse della madre patria per la successiva lucrosa spartizione.

Nessuna visione di espansione, nessun auspicio di crescita, nessuna ambizione se non quella di estremizzare il rendimento di ciò che già c'è, esiste, ed è stato costruito (mirabilmente) in passato.

 

Coerentemente e aggiungiamo tristemente(!), l'Azienda persegue controlli sempre più asfissianti, pressioni sempre più dilaganti, risparmi ed economie di scala sempre più miopi e a corto raggio, devastanti per la vita dei colleghi e l'assetto industriale: pensiamo a BNL con tanta solidarietà per i colleghi, prefigurando il nostro futuro.

Già perché qui il Piano Industriale 2025 è sparito, si è perso, qualcuno se l'è imboscato: chissà perché?!

Pare che a metà Dicembre sia la volta buona, ma (temiamo) sarà un road show di intenzioni, niente di serio.

 

La sensazione è che l'obiettivo, per qualcuno sia vicino, mentre il suo futuro da questa Azienda, sia lontano. Delle macerie che si lascerà alle spalle? Poco gli interessa... Chissà con quali acrobazie si ricicleranno i reduci, i SignorSì?!

 

 

Ma che pena leggere l'articolo de "il Post"! In Portogallo si fa divieto di disturbare i lavoratori in Smart Working (ma pure gli altri) fuori dall'orario di lavoro, li si rimborsa per i costi strutturali a carico e delle utenze domestiche, gli si offre un diritto esigibile senza necessità del consenso del datore di lavoro fino all'ottavo anno di età del figlio! Sembra quasi di essere in Francia, dopo il Grande accordo dei Sindacati con il Gruppo BNPP per uno Smart Working esigibile e rimborsato. Sembra quasi di essere in Europa! In un grande Gruppo bancario internazionale! [...]

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Rumors

Domani 28 ottobre riprenderanno gli incontri con le Parti Sociali, in particolare sulla questione che si trascina ormai da tempo su “seguito individuale e controllo a distanza”.


La cosa non riparte sotto i migliori auspici visto che l’Azienda dichiara, contestualmente, di non voler, in ogni caso, rinunciare al rientro dei colleghi, in presenza, dal 2 novembre.

 

Ci sono tuttavia aperture da verificare e seguiranno aggiornamenti tempestivi, senza escludere sorprese.

 

Per altro verso, invece, dobbiamo tornare a denunciare la mancata presentazione del Piano Industriale 2025 che da programmi aziendali dichiarati, doveva essere reso pubblico entro il 15 settembre scorso.

 

Ci risulta che il 29 ottobre sia prevista una riunione del CDA di Findomestic e cogliamo quindi l’occasione per far presente che questo silenzio inspiegabile si sta rivelando dannoso.

Si stanno infatti ormai diffondendo in tutta l’Azienda “rumors” incontrollabili e ce ne viene chiesta conferma continuamente dai colleghi, voci di POSSIBILI ESTERNALIZZAZIONI.

 

Tali voci sono smentite dalla Direzione aziendale a cui nulla risulta ad oggi, nè noi vogliamo e possiamo dar alcun credito alle chiacchere di corridoio.

 

Risulta tuttavia estremamente imbarazzante assistere al diffondersi di questi rumors, considerando che, in ben altri svolti della storia aziendale, “tanto tuonò che piovve”. Inoltre, similitudini con quello che sta accadendo in BNL sono alla portata di tutti.

 

Occorre che l’Azienda faccia chiarezza, proclami i progetti per il futuro, smentisca i foschi presagi e dia una visione tranquillizzante. Dal prossimo CDA deve uscire un’iniziativa che risolva questo stato di incertezza dominante.

 


Anche le trattative in corso non possono non essere condizionate dalla brutta sensazione di potersi trovare a “firmare alla cieca” qualcosa che potrebbe essere travolto e vanificato dai piani per il 2025 [...]

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L'AZIENDA

PROVOCA

 

Nella giornata del 21 ottobre, mentre   erano ancora in corso le assemblee dei lavoratori, l’Azienda ha pensato bene di inviare a tutti i colleghi le comunicazioni individuali per il rientro in ufficio a partire dal 2 novembre.

 

Giudichiamo questo come l'ennesimo gesto sgarbato, irrispettoso e provocatorio di un management che evidentemente vuole lo scontro, lo cerca e si dimostra incurante delle conseguenze. Un brutto segnale ed una pessima iniziativa tesa, evidentemente, a voler evitare la ripresa del dialogo con i lavoratori.

 

Dopo il "ricatto", la provocazione: già giudicavamo l'iniziativa del 2 novembre priva di etica; ingrata nei confronti di importanti settori aziendali che hanno dimostrato dedizione e con quella, hanno contribuito significativamente al salvataggio aziendale durante la pandemia; non in linea con le politiche fin qui tenute da Findomestic e dal Gruppo BNPP nella ricerca di valori che garantissero un maggior rispetto dei lavoratori. Tuttavia nell'ultimo mese c'è una accelerazione evidente nella ricerca dello scontro. Unisin ritiene tale politica contraria agli interessi generali dell'Azienda, ovvero della nostra Findomestic e anche del Gruppo BNPP.

 

Ci sono inoltre il silenzio assordante circa il Piano Industriale 2025, omertà ormai insostenibile; le voci incontrollate che raccogliamo in vari ambiti aziendali di possibili esternalizzazioni; la politica commerciale tutt'altro che espansiva che vede l'Azienda in ritardo nel cogliere le opportunità del mercato e le sue più avanzate novità tecnologiche, concentrata com’è in conti di micragnoso efficientamento dell'esistente a scapito dei lavoratori, sempre più esposti a ritmi e pressioni inconsuete.

 

Che sia lo sfascio il risultato che lorsignori vogliono? Possibile che ritengano il conflitto funzionale ad una visione imposta dall'alto che pianifica il ridimensionamento di Findomestic? Non ci stupirebbe affatto che i piani che vediamo presentare in BNL, contrari a qualunque sviluppo ulteriore di una Banca che, oggi, da buoni risultati, fossero previsti dal Gruppo BNPP anche in Findomestic.

 

 

D'altra parte ci giungono conferme che i contratti per le VDI sono stati disdettati da tempo e scadranno inesorabilmente al 31 dicembre. Parimenti non sono state incrementate le capacità per i collegamenti da remoto, né è stato previsto un numero idoneo di laptop e cellulari per chi ne è ancora sprovvisto avendo lavorato fin qui da remoto "coi propri mezzi"! [...]

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SENSO di RESPONSABILITÀ

 

Dando voce alle richieste di tanti colleghi ci permettiamo di richiamare tutti ad un doveroso senso di responsabilità.

Sono in gioco la credibilità dell'Azienda, ed il tenore di vita dei colleghi e delle loro famiglie.

 

Il livello di umiliazione che si sono auto-inflitti alcuni Direttori giustificandosi pubblicamente di fronte a tutti i colleghi per le scelte sbagliate che hanno fatto è una cosa molto preoccupante. E risulta aggravata dal ricorso obbligato ad argomentazioni quantomeno ambigue e inesatte, se non totalmente creative. Una serie di bluff che mai avremmo voluto vedere, per rispetto sia agli Uomini che ai Ruoli che essi rappresentano in Azienda e per rispetto all'Azienda stessa e a chi ci lavora.

La contestuale rimozione dalla prima pagina di Echonet degli accordi per lo Smart Working firmati in Francia, nascondendolo agli occhi dei più; è un piccolo dettaglio che, però, dà il senso dello scarso rispetto verso i propri collaboratori, verso la platea aziendale.

 

Ma a noi interessa il futuro dell'Azienda, è quella per cui tutti lavoriamo e che abbiamo trasformato con lo sforzo, la dedizione e la responsabilità, in una storia di successo. Fermiamoci qui, tiriamo una linea, ripartiamo da zero.

 

L'Azienda recuperi una postura corretta, onori gli accordi già firmati e pienamente vigenti:

 

1) I colleghi del Recupero e dello Studio hanno già diritto allo Smart Working come tutti gli altri colleghi, in virtù di accordi che l'Azienda ha firmato da anni, validi per tutti.

 

2) Il Controllo a Distanza è già vietato in tutti gli uffici aziendali, anche qui in virtù delle norme di legge e degli accordi sottoscritti da anni.

 

Le deroghe emergenziali sono in scadenza al 31/12/2021, dopo non si potrà più giocare con l'ambiguità. Finiamo da subito le pratiche borderline, le pressioni e le ripicche, non è con queste bassezze che si resta leader di mercato, né lo saremmo mai diventati.

Le aggressioni al Sindacato, di qualunque tipo, non hanno mai fatto parte della nostra cultura aziendale né ci pare questo il momento storico più opportuno perché lo diventino.

 

 

L'Azienda presenti il Piano Industriale 2025! C'è un silenzio ormai assordante e insostenibile intorno ai piani per l'immediato futuro, al destino di tutti noi, soprattutto pensando alle drammatiche intenzioni del Gruppo manifestate in BNL. Su questa urgenza non è certo il Sindacato a frenare l'Azienda! [...]

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2 novembre 2021

 

Con la vergognosa e discriminatoria iniziativa assunta dall’Azienda verso i colleghi del Recupero e dello Studio, finisce un’epoca. Risulta evidente che strumentalizzare l’adozione dello Smart-Working col mero fine di stabilire un automatico e informatizzato controllo individuale sui lavoratori di questi settori, costituisce un’aggressione violenta e lontana nei modi e nei fatti dal clima, dai valori etici, dalla cultura aziendale, costruita nei lunghi anni di storia di Findomestic.

 

Nel momento in cui il Gruppo presenta riduzioni di organico ed esternalizzazioni in BNL e mentre tace minacciosamente sui piani di Findomestic, la nostra azienda punta con misure inedite e prepotenti ad accelerare un’odiosa riorganizzazione di Recupero e Studio attraverso mezzi di controllo gravi e inconsueti.

 

Occorre che tutti prendano consapevolezza del nuovo volto di questa azienda. Occorre porsi la domanda del perché accade tutto ciò: che si vogliano preparare due pacchetti ben automatizzati di Recupero e Studio per poi cederli all’esterno come pensano di fare per il Back Office e l’IT di BNL? Magari ad Accenture?

Il dubbio è lecito e sempre più credibile.

 

Dietro ad una decisione arrogante e scomposta e dietro ad un’omertà inspiegabile sui piani futuri si intuisce un disegno preoccupante ed una mancanza di scrupoli e di valori inconsueta. Reagire a questa aggressione diventa una necessità, mobilitarsi tutti uniti a difesa del perimetro aziendale, della cultura aziendale, della storia di Findomestic sarà questione di sopravvivenza per tutti contro una Proprietà sempre più rapace.

 

Stupisce che tutto ciò avvenga sotto il controllo totale di un DG/AD, parte di un Gruppo BNPP, che ha appena firmato in Francia accordi molto avanzati per la tutela dei valori sociali e l’implementazione dello Smart-Working comprendendo anche di dover rimborsare ai lavoratori i maggiori costi domestici.

 

Il Gruppo considera forse l’Italia una colonia da sfruttare?

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UN MACIGNO SULLA TESTA...

FINDOMESTIC NON RISPETTA I SUOI LAVORATORI!

Mentre negli uffici circolano "voci" che danno conto di nuovi consulenti di Accenture che affiancano o "commissariano(?)" alcuni nostri dirigenti...

Mentre nel Gruppo BNPP ovvero in BNL si presenta un piano di esternalizzazione di attività "core" della Banca, che prevede non solo chiusure di Agenzie ed esuberi ma persino cessioni di rami strategici quali l'IT ed il Back Office...

Mentre dalla capogruppo francese ci confermano che i piani industriali delle Aziende italiane sono stati analizzati, approvati e restituiti a Giugno 2021... Findomestic cosa fa? Tace...!

Al di là che per qualsiasi azienda risulta particolarmente imbarazzante stare sul mercato senza un definito Piano Industriale, ciò è particolarmente grave nei confronti dei lavoratori che stanno sempre più sentendo l'oppressione del macigno che hanno sulla testa: i lavoratori di Findomestic hanno il diritto di conoscere i piani del Gruppo BNPP per il futuro e di conoscerli adesso!

Gli incontri sindacali svoltisi in questi giorni, dopo la pausa estiva, hanno visto l'Azienda riproporre questioni che già sono sul tavolo da mesi, purtroppo senza la volontà di offrire ai lavoratori le garanzie fondamentali da noi richieste. Ritorsioni e iniziative provocatorie non potranno che trovare una adeguata risposta da parte dei lavoratori.

 

Permane lo scandalo dello Smart Working che ancora non trova completa applicazione in tutta l'Azienda nonostante i vincoli degli accordi sottoscritti da anni: è vero che le norme emergenziali consentono ancora delle deroghe di azione alle aziende, ma è anche vero che in alcune direzioni l'Azienda ha implementato un regime ordinario. E' gravissimo e ormai inaccettabile dividere l'Azienda in lavoratori di serie A e di serie B. Ci saranno conseguenze.

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o così, o… cosÌ

 

Lo scorso 22 settembre abbiamo nuovamente incontrato l’Azienda relativamente all’accordo sul controllo a distanza.

Visto il prolungarsi della questione ci pare opportuno un breve riepilogo: nel dicembre 2020 è stato annunciato dal Direttore HR durante la plenaria di fine anno, che lo Smart-Working sarebbe stato esteso a tutta l’Azienda.

Inaspettatamente invece, i primi mesi dell’anno, l’Azienda ha cambiato idea, vincolando l’estensione dello Smart-Working per la rete alla modifica del vigente accordo sul Controllo a Distanza. E’ bene evidenziare che il suddetto accordo è pienamente valido sin dal 2012 e che lo Smart-Working per tutta l’Azienda è già previsto dall’accordo sul Lavoro Agile del 2017.

 

L’accordo proposto da Findomestic è nettamente peggiorativo rispetto a quello vigente, poiché pretenderebbe di introdurre un controllo a distanza per avere dati sulle singole matricole con il rischio che si generino ulteriori indebite e pericolose pressioni commerciali. Questo fa si che anche la disponibilità a nuove assunzioni proposte in questa circostanza, renda l’esiguo numero ipotizzato solo uno “specchietto per le allodole” strumentale ad ottenere l’accordo: con tutti i tempi determinati non confermati ed il sotto organico trasversalmente sempre più diffuso in tutta l’Azienda, con la ripresa del lavoro post pandemia, saranno necessarie assunzioni a prescindere dall’accordo.  

 

Con queste prospettive e rilevando che delle proposte del Sindacalo, nelle bozze aziendali, si trovano solo vaghe e timide tracce, abbiamo nuovamente invitato l’Azienda a cercare un confronto serio, costruttivo e soprattutto rispettoso dei lavoratori e delle norme. Delle proposte a tutela dei lavoratori (una su tutte il “controllo del controllore”) ne sono state fatte, ma per ora…

 

 

Per ora l’unica certezza, oltre alla distanza nelle posizioni, è quella di avvertire una strana premura crescente, per arrivare a chiudere questo accordo: dati gli avvenimenti in corso in BNL (esternalizzazioni selvagge ed esuberi), nell’attesa della presentazione Piano Industriale in Findomestic, vista la possibilità dello Smart-Working in deroga fino al 31.12.2021 a seguito dello Stato Emergenziale, ci chiediamo perchè tutta questa fretta, ora, di sottoscrivere questo accordo? [...]

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UN SALTO NEL BUIO?

 

In questi giorni incontreremo nuovamente l’Azienda per proseguire il confronto sul tema del controllo a distanza. 

 

Continuiamo a ripetere che la legge 300/70, ovvero lo “Statuto dei Lavoratori”, vieta tale prassi e che, nonostante la tecnologia e alcune discutibili norme (una su tutte il Jobs Act) abbiano provato a superare tale divieto, esso è ancora vigente e applicabile!

 

Ci siamo sempre resi disponibili ad un confronto serio e costruttivo per trovare delle soluzioni percorribili che restino nell’ambito del consentito e permettano maggiore flessibilità all’Azienda.

 

Il problema è che, ad oggi, abbiamo ricevuto proposte discutibili in cambio della firma di un accordo che rivede al ribasso quello attualmente vigente.

 

Oltre a ciò il Piano Industriale aziendale è pronto e a breve sarà annunciato: perchè tutta questa fretta per firmare un accordo senza consentirci di valutare le necessità aziendali nel suo complesso?

 

Appare ingiustificata tutta questa fretta soprattutto alla luce del Decreto Emergenziale che il Governo ha protratto fino al 31.12.2021. Tramite ciò l’Azienda ha facoltà, derogando alle vigenti normative, di poter usufruire dello Smart-Working senza limiti e con turnazioni che ancora ci sono e che verranno mantenute per alcuni settori anche oltre il fatidico 13.09.2021, giorno in cui molti uffici funzionali di sede smetteranno la turnazione e torneranno in presenza, fatti salvi i 2 giorni di Smart-Working a settimana per chi ne farà richiesta.

 

 

Fra l’altro, i settori che continueranno la turnazione oltre il 13.09, saranno proprio quelli che, finita l’emergenza, potrebbero, a detta dell’Azienda smentendo se stessa (e l’accordo vigente sul Lavoro Agile), non avere lo Smart-Working [...]

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PIANO INDUSTRIALE: FINDOMESTIC SCOPRA LE CARTE!

Negli ultimi incontri di trattativa abbiamo rappresentato all’Azienda cosa ne pensano i colleghi della situazione attuale:
-    c’è forte preoccupazione per ciò che sta emergendo dai Piani Industriali delle altre aziende del gruppo;
-    la cessione all’esterno del perimetro bancario di interi rami di attività e di centinaia di colleghi è condannata unanimemente;
-    le “rassicurazioni” non bastano, Findomestic scopra le carte del suo piano industriale che ci risulta già definito e trasmesso in Francia.
In questo contesto leggere nelle comunicazioni ufficiali su Echonet che l’Azienda vorrebbe privare il Diretto di ogni accesso allo Smart-Working e vorrebbe subordinare la diffusione di questa modalità di lavoro al Recupero e allo Studio ad accordi sul controllo individuale senza alcuna garanzia (poiché di norma è vietato onde evitare il “cottimo”), risulta allarmante e inaccettabile!
Se dovessimo prendere atto della scelta ufficiale dell’Azienda di ammettere la logica del ricatto nelle relazioni industriali sarebbe una grande amarezza. Abbiamo ribadito all’Azienda che lo Smart-Working è già previsto per tutti, senza discriminazione alcuna, dall’accordo firmato il 6.6.2017 e non è subordinato a nessuna ulteriore condizione.
Non rispettare gli accordi sarebbe grave. Ma non rispettare i propri lavoratori, che con generosità e mezzi propri hanno salvato l’Azienda nei giorni più bui della pandemia e del lockdown, lo sarebbe forse ancora di più! [...]

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Novità da settembre...?

BRUTTE già DA OGGI...!

"Le creature essenzialmente mutevoli passano senza motivo dalla più stupida diffidenza alla fiducia assoluta."

Il periodo lavorativo che stiamo vivendo è estremamente delicato e richiede, a nostro avviso, da parte di tutti i soggetti uno sforzo per mantenere e consolidare i rapporti. Questo vale soprattutto per i soggetti forti, ovvero l'Azienda ed i suoi dirigenti.

Nella seconda parte dell'anno 2021 sarà annunciato il nuovo Piano Industriale 2025. Le "parole" del DG e dell’HR hanno promesso piani di sviluppo senza tensioni occupazionali. Promesse...?

Le notizie gravi, provenienti dalle altre aziende del Gruppo BNPP in Italia, sono molto preoccupanti: in BNL con disinvoltura  sono state fatte circolare voci di "cessioni di interi rami di azienda" e nel frattempo è stata venduta Axepta!

L'ansia e la preoccupazione stanno serpeggiando anche in Findomestic in mancanza di pronunciamenti ufficiali. Riteniamo assolutamente necessario che l'Azienda fornisca tutte le necessarie informazioni sul Nuovo Piano Industriale! Lo faccia tempestivamente! Tranquillizzi le OO.SS ed i lavoratori!

Ai colleghi di BNL va tutta la nostra solidarietà e tutto il nostro supporto per sviluppare iniziative comuni, contro una possibile macelleria sociale generata dalla strategia del Gruppo BNPP evidentemente lontano dal mercato e dalla società italiana!

Intanto Findomestic vuole tornare a discutere di "seguito individuale" e progetta la nuova organizzazione del lavoro per settembre, auspicando un rientro alla normalità ma... con significative mancanze!

E’ molto grave che l'Azienda abbia deciso lo stop allo Smart-Working nelle Agenzie Diretto! Si torna indietro e non si rispetta l'Accordo Quadro sul Lavoro Agile che invece lo prevede per tutti!

Se lo schiaffo in faccia dato ai colleghi del Diretto, che oltre ad essere continuamente sottoposti a insostenibili pressioni commerciali, con grandi sacrifici hanno sostenuto le attività aperte al pubblico, beneficiando di pochi e rari giorni di “Smart Emergenziale” è inaccettabile. Altrettanto lo sarebbe il non rispettare gli accordi sottoscritti!

Con quale credibilità questa Azienda si proporrebbe nelle trattative con nuovi accordi se prima non ottemperasse a quelli esistenti? Di quale fiducia sarebbe meritevole?

 

Simile è il discorso per le Piattaforme: è stato deciso di mantenere lo “Smart Emergenziale” con alternanza settimanale anche dopo il 13 settembre ma non viene concesso quello ordinario, non vengono firmati i contratti individuali, preparandosi così all'azzeramento dello Smart-Working anche in questo settore appena l'emergenza lo permetterà. Se l’Azienda anche in questo non rispettasse l'Accordo Quadro sul Lavoro Agile firmato da anni, si rendebbe poco credibile e inaffidabile! [...] 

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Liberté, Égalité, Fraternité...?

 

"La libertà consiste nel potere di fare ciò che non nuoce ai diritti altrui..."

Durante l'incontro con il Direttore Generale e anche nuovo Amministratore Delegato dell'Azienda, avuto il 15 giugno scorso, ci è stata ribadita la volontà aziendale già nota da mesi, di stabilire un ossessivo controllo in tempo reale, individuale, del lavoro dei colleghi del Diretto, del Recupero e dello Studio, anche al di là delle normative. Tutto questo per acquisire, secondo l’Azienda, una competitività senza uguali in Italia.

In Italia le normative sul controllo a distanza non lo consentono e infatti, in nessuna azienda bancaria che si rispetti, è mai stato attuato.

Ci risulta incomprensibile il perché si insista a chiederlo; il perché si pensi di poterlo ottenere in Findomestic quando in BNL (altra azienda del Gruppo BNPP in Italia) è stata appena ribadita la sua esclusione (inserendo, anzi, delle norme che tutelano i colleghi); il perché non ci si renda conto dell’ implicita discriminazione fra i lavoratori che la richiesta aziendale contiene; il perché non si abbia presente che pure in Italia esiste uno stato di diritto e quindi perché tutto ciò non venga preso in considerazione.

Alcuni colleghi francesi, gentilmente, ci dicevano che in Francia una tal proposta, avrebbe provocato una nuova rivoluzione. E altrove può andare bene invece?

Non ci saremmo mai aspettati da un’azienda come Findomestic che si professa attenta ai valori etici, che si fregia del titolo di Best Workplace, una richiesta che lascia trasparire (e speriamo di sbagliarci…) totale sfiducia verso una parte dei propri dipendenti.

Su tutto il resto, le comunicazioni a fronte delle nostre richieste, non hanno fatto altro che confermare la preparazione di un complesso e articolato piano industriale per gli anni 2022 - 2025, che sarà annunciato nella seconda parte dell'anno, che sarà incentrato sulle solite "linea guida di principio" che dicono poco o nulla, che comunque saranno anni di profonda trasformazione...

Un passaggio specifico sulla trasformazione dell'IT ci ha lasciato lo sconforto: si proseguirà sulla strada della "industralizzazione", delle "sinergie di gruppo", nonostante che questa strada abbia già dimostrato di produrre disservizi e difficoltà mai viste prima in Findomestic.

 

 

Buoni i risultati della prima parte del 2021, buone le prospettive di chiudere un anno in piena ripresa archiviando l'orribile 2020, buone le prospettive di redditività per l'azionista.

 

Male, invece, le manovre di accantonamento fatte in bilancio che hanno portato alla riduzione del VAP! [...]

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Attacco alle donne?

 

"Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova!"

E' accaduto proprio in questi giorni l'ennesimo episodio di mancata sostituzione di una collega entrata in congedo di maternità. A tutte le colleghe ed i colleghi che attendono un nuovo arrivo in famiglia vanno i nostri abbracci ed i migliori auguri di Unisin.

Anche l'Azienda Findomestic sembrava, fino a ieri, accogliere positivamente i lieti eventi per le famiglie dei colleghi. A differenza di altre (brutte) realtà lavorative, da noi, si diceva e quasi sempre ci si adoperava realmente, affinché le colleghe fossero messe nella migliore condizione di spirito e materiale: prima, durante e dopo il lieto evento.

A voler puntualizzare già qualche anno fa, assistemmo e contrastammo efficacemente uno scivolone aziendale sulla questione delle tutele offerte per la maternità. Pagina chiusa e archiviata felicemente.

Adesso però, un certo istinto, maschilista o produttivista che sia, si ripresenta e a nostro aviso, in forma assai grave.

Non garantire agli uffici la sostituzione delle colleghe che vanno in maternità è una cosa grave e gravida di brutte conseguenze poiché induce distorsioni, discriminazioni e pessima cultura aziendale. Questa misura, a tendere, farà sì che il management operativo debba mettere in conto una risorsa in meno per tutto il periodo della maternità. Ciò potrebbe aumentare la pressione sulle colleghe affinché ci pensino bene prima di avere figli, sacrifichino eventualmente i loro diritti per non allungare troppo la loro assenza dall'ufficio, siano sacrificate nei nuovi inserimenti a favore dei maschietti.

In un Paese ed in una Azienda dove già oggi i ruoli femminili sono oggetto, di fatto, di una reale discriminazione i termini di carriera e retribuzione, tutto ciò ci sembra grave.

Non basta asserire un diritto, affermarlo nelle "carte" etiche o nelle leggi o negli accordi: occorre creare e rispettare i presupposti materiali che rendono tale diritto esigibile e non svantaggiante rispetto agli altri.

 

La nostra Azienda "di carta" si fa bella di buoni propositi, la realtà negli uffici sappiamo che è molto peggiore, ci stupisce e fa arrabbiare che la proprietà "francese" (terra di orgogliosa emancipazione e diritti) acconsenta a pratiche retrograde, maschiliste e discriminanti. E "Findomestic Donna"...? Parbleu! [...]

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Giungla Welfare

 

La cosa più stupida da fare, quando si è presa una decisione sbagliata, è andare fino in fondo. Lodiamo quindi l'Azienda che dopo le tante nostre sollecitazioni degli anni passati, ha deciso di aumentare il premio al 20%, per chi sceglie di destinare parte del VAP al Welfare. Considerando il risparmio notevole di cui l'Azienda beneficia azzerando la parte contributiva (INPS e Fondo Pensione) sull'importo erogato, il 10% di restituzione degli scorsi anni era veramente esiguo. Si potrebbe arrivare anche al 30%, facendo così fifty/fifty fra Azienda e lavoratore. Confidiamo, pertanto, in una revisione per il prossimo anno.

 

Nel frattempo, però, ci stiamo rendendo tutti conto di quanto siano complicate e burocratizzate sia le normative di riferimento che le modalità operative stabilite dal gestore scelto dall’Azienda. Per rendere fruibile il "borsellino" welfare le aziende non possono non rivolgersi ai fornitori di servizi specializzati. Questi, spesso, esercitano da una posizione di quasi monopolio e non sono molto ben strutturati per offrire un buon servizio ai clienti. Inoltre, di anno in anno, aggiungono strumenti di rimborso e controllo sempre più complessi. Sarebbe auspicabile un ritorno quanto meno alla situazione dello scorso anno considerando anche che molte spese non possono più essere portate a rimborso oggi. Un esempio su tutti, quest’anno non sono più rimborsabili le spese per farmaci e parafarmaci, nonostante l’accordo sul Vap lo preveda (abbiamo già provveduto a segnalarlo all’Azienda chiedendo di prendere provvedimenti in merito). In caso contrario lo strumento del welfare non potrà che restarne penalizzato.

 

Nella nostra Inform@ttiva, la scorsa settimana, abbiamo fatto i conti "della serva" a beneficio di tutti, ognuno deve infatti valutare la propria convenienza non trascurando questi fattori:

 

-        l’importo erogato come Welfare è maggiorato del  20%;

-        destinare un importo del VAP al Welfare azzera i contributi previdenziali pro-quota (INPS e Fondo Pensione);

-        occorre una preparazione approfondita per comprendere i meccanismi dei prodotti offerti dal portale;

-        la scelta non è reversibile;

-        alcuni prodotti sanitari operano sotto forma di “polizza” che, una volta acquistata, non prevede il rimborso della quota. Se non utilizzata per intero l’importo non sarà in alcun modo recuperabile;

-        sui buoni spesa c’è sempre la tagliola del massimale dei fringe benefits che, se superato durante l’anno, assoggetta tutto l’importo (e non solo la parte eccedente) a tassazione ordinaria.

 

 

Invitiamo pertanto tutti I colleghi a fare una scelta ponderata ed a richiedere tutte le informazioni ed i chiarimenti necessari ad Edenred e all’Azienda [...]

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IL VAP C’E’ ma manca tutto il resto…

 

Siamo pienamente consapevoli del periodo nel quale viviamo e lavoriamo. Essere dipendenti bancari ci consente di avere maggiori tutele rispetto a chi non ha lavorato, a chi ha dovuto chiudere le proprie attività e ai tanti altri che hanno e avranno da risanare situazioni economiche disastrate.

Questa storia del contesto esterno la conosciamo bene e non può essere utilizzata solo a favore dell’Azienda: quando deve dare qualcosa ai dipendenti viene sempre tirato in ballo il momento di difficoltà, ma quando si devono continuare a fare numeri come se niente fosse, magicamente il contesto sparisce.  

Vogliamo evidenziare ancora una volta all’Azienda (che sa bene e finge di non accorgersi…), che i risultati prodotti nel difficile 2020 sono il frutto del lavoro delle PERSONE che sono continuamente vessate per il raggiungimento di obiettivi improponibili, che usano ancora oggi dotazioni personali che ribaltano sul singolo i costi aziendali, che sono quelli a cui è stato promesso lo Smart-Working con il risultato che l’unica certezza ad oggi, è che ancora non sono stati acquistati i 1200 pc necessari, che sono quelli a cui vengono chieste disponibilità oltre ogni limite e ai quali si regolamentano le ferie in modo da sminuirne la loro funzione.

Proprio con la scusa del contesto l’Azienda non ha erogato l’extra budget per gli eccezionali risultati 2019, non ancora intaccati dalla situazione emergenziale (azionisti esclusi…) ed ha operato un abbassamento chirurgico sul sistema incentivante (ma non per tutti…), nonostante fosse stato chiarito dalle Risorse Umane del Gruppo BNPP che le valutazioni dovessero essere comunque frutto di considerazioni in positivo di un periodo difficile. Infine arriviamo ad un’erogazione del VAP pari all’1.85.

Anche se l’erogazione è regolata da un accordo, non possiamo non manifestare delusione per una penalizzazione a fronte di un utile comunque rilevante e che non considera i tanti sacrifici e sforzi fatti dai colleghi in un anno emergenziale.

Alcune aziende illuminate, riconoscendo il maggior impegno dei propri dipendenti, hanno deciso comunque di premiarli erogando importi maggiori a quanto previsto. Findomestic, invece, stacca all’azionista una cedola da oltre 200 milioni!

 

E’ bene avere sempre presente che i risultati raggiunti in Findomestic sono stati possibili solo grazie alla buona volontà, dedizione e sacrificio dei lavoratori, visto che il management è stato inefficace proprio nel momento del bisogno e le sue scelte del passato si sono dimostrate errate, vedi, ad esempio, la necessità di lavorare con dotazioni personali.

 

Ad oggi il calcolo dell’importo del VAP è legato all’utile lordo. Quello che stiamo vivendo ci dimostra che non sempre il lavoro e lo sforzo delle persone si traduce in utile, pertanto, come da tempo richiesto da UNISIN, dovrà essere rivisto il meccanismo di calcolo inserendo indicatori di misura dello sforzo e dell’impegno dei colleghi.

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GLI SCHIAVI dell'IT

 

Dietro le quinte dei servizi informatici (sempre più  traballanti) di  Findomestic lavorano incessantemente, a ritmi sempre più esasperanti, i colleghi dell' Information Tecnology. E' bene che si sappia che questi colleghi hanno fatto "miracoli" e continuano a farli.

Durante il drammatico lockdown del 2020 sono riusciti a far lavorare da casa, in sicurezza, migliaia di colleghi con i mezzi privati. Strumenti "consumer" difficilissimi da implementare in una piattaforma “industrial”, compensando così temporaneamente, con generoso sacrificio personale, anni di arretratezza aziendale negli investimenti informatici.

Ma i miracoli devono continuare a farli ogni giorno per far funzionare sistemi continuamente soggetti ad obsolescenza e a limitazioni di budget incomprensibili. Auto-formandosi naturalmente, perché di corsi tecnici neanche se ne parla. Per inciso, ormai, "auto-qualcosa" è la norma: auto-formazione, auto-coordinamento, auto-decisione, auto-responsabilità, auto-valutazione, auto-censura, auto-umiliazione... Findomestic non ha mai avuto tanti manager come adesso e mai così poco valorizzati, visto che i colleghi devono “auto-fare” tutto da soli.

Così, i nostri colleghi IT sono sempre più spesso chiamati ad interventi notturni, di sabato, la domenica e i festivi. Motivati da urgenze di riparazione, rilasci di correzioni, innovazioni di prodotti e incidenti che, ovviamente, spuntano sempre più frequentemente.

A piattaforme che consentano l'aggiornamento in parallelo durante il "running time" l'Azienda non ci pensa nemmeno. Così come non pensa agli investimenti necessari per fornire mezzi tecnologici aziendali e moderni a tutti coloro (tutt'ora 1200) che lavorano in emergenza con i propri computer! Chissà come faranno a far fare loro lo "Smart-Working" dopo la fine dell'emergenza…

 

Risparmio assoluto, tagli lineari, nessun investimento pro-futuro per collocare i nostri servizi all'avangurdia in un mercato che, prima o poi, ripartirà! Quale futuro ci aspetta? C'è forse l'intenzione di smantellare quei servizi IT aziendali che hanno per anni costituito il fiore all'cchiello di questa Azienda e ne hanno rappresentato un forte vantaggio competitivo sul mercato? Orrore! [...]

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TECNOLOGIA

 

VINTAGE

=

NIENTE SMART

 

WORKING

 

E’ notizia confermata in questi giorni che gli investimenti tecnologici in Findomestic siano fermi all’estate 2020. In quella data fu fatta l’ultima “infornata” di acquisti informatici per consentire (anche in vista di una recrudescenza della pandemia) a qualche centinaio di lavoratori di sede, di avere laptop e postazioni di lavoro aggiornate e mobili. Alcuni dei vecchi computer furono a cascata redistribuiti.

 

Ben 1200 colleghi, prevalentemente delle strutture di “RETE”, sono rimasti (e ci rimarranno anche in futuro) a lavoro in VDI con i PROPRI computer personali.

 

E’ bene che questi colleghi sappiano che acquistare, predisporre e distribuire 1200 postazioni di lavoro, con le risorse attuali, richiederebbe una tempistica di oltre 1 anno. Ma l’Azienda, nonostante sia passato ormai un anno dall’inizio della pandemia e che il Direttore HR avesse annunciato che a fine emergenza tutte le piattaforme di rete avrebbero avuto 2 giorni di Smart-Working a settimana, ad acquistarli non ci ha ancora nemmeno pensato!

 

Il risultato grave e ingiustificabile di quanto sopra, sarà che questi colleghi NON potranno avere accesso allo Smart-Working dopo la fine della legislazione emergenziale. Una vergogna! E’ ciò nonostante che gli accordi firmati dal Sindacato e dall’Azienda già 4 anni fa prevedessero la possibilità di fruire del Lavoro Agile per tutti.

 

 

E’ ora che questa Azienda si svegli e investa per il futuro! Investa anche per modernizzarsi ed offrire a tutti i colleghi le più moderne tecnologie invece di “scroccare” le loro dotazioni personali! [...]

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Peggiora il clima
in Findomestic!

 

E' notizia di questi giorni che nel Credito al Consumo in Italia i flussi erogati nel 2020 corrispondano a 51,6 miliardi di euro, con una contrazione del 21,1% rispetto al 2019. Le previsioni per l'anno 2021 sono appese all'andamento della pandemia Covid e alle misure che il Governo e la Comunità Europea sapranno prendere per indirizzare la società verso una normalità che non potrà che essere "nuova" in tanti sensi.

Lo stop forzato delle attività induce tutt'ora le famiglie al risparmio e riduce l'esigenza di consumare, se non beni di prima necessità, continuando a disincentivare il ricorso ai prestiti. La crisi economica aumenta i rischi ed i casi di insolvenza a tutti i livelli.

In questo contesto il management di Findomestic, stimolato (pare) dall'azionista, non ha trovato di meglio da fare che "frustare più forte" i colleghi, a tutti i livelli. Ormai è deciso… l’obiettivo è quello di ripetere i risultati del 2019 in tutti i canali indipendentemente da ciò che ci circonda! Se questa è l'unica idea che è venuta in testa a chi è lautamente pagato per avere idee... andiamo bene... sigh!

Ma già tutti i colleghi hanno lavorato e stanno lavorando (in condizioni emergenziali) con intensità e dedizione massima, con tutti i mezzi a disposizione, complice lo Smart-working diffuso che dilata anche gli orari di lavoro.

Leggiamo in questi giorni lettere, aperte e non, da tutti gli ambiti dell'Azienda con grida di dolore: "processi" nelle segrete stanze, "pressioni" di ogni tipo, "misurazione" dei risultati esasperante. Ma anche "stalking" gravoso con e-mail e istant messaging ad ogni ora del giorno e della notte, interventi e lavoro straordinario richiesto di notte, sabato e domenica, con frequenza sempre più incessante.

Nello stesso tempo ci arrivano numerosissime le segnalazioni di casi di abbassamento dei giudizi, blocco delle carriere, brutali "messaggi" che vorrebbero colpevolizzare i colleghi per non aver "saputo ottenere la luna".

"Osare!" L'invito di chi nulla fa e rischia a chi lavora... E il clima in azienda peggiora sempre più.

 

A nostro avviso è rischioso e controproducente spingere all'assurdo le "pressioni commerciali", tentare di spremere risultati oltre quello che il mercato può offrire, limitare gli investimenti in termini di capitale umano, tecnologia e innovazione del prodotto [...]

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Il welfare cambia ancora

 

Il welfare cambia ancora. L'Azienda ci ha comunicato che Edenred, che gestisce il nostro welfare (ordinario e straordinario), ha acquisito Easy Welfare, che avevamo conosciuto 2 anni orsono e con la quale avevamo avuto un'esperienza negativa.

Purtroppo, all'epoca il meccanismo di gestione dei rimborsi delle spese sanitarie aveva causato disguidi e disservizi, fino ad arrivare all'impossibilità per alcuni di fruire dei rimborsi.

Con questa operazione societaria di Edenred, torna di nuovo la Cassa Sanitaria per la gestione dei rimborsi delle spese mediche.

Dai dettagli che l'Azienda ci ha rilasciato, abbiamo già avuto la possibilità di far emergere alcune criticità ed evidenziare la rigidità e la complessità del meccanismo, che lo renderebbe difficilmente utilizzabile e poco conveniente.

Auspichiamo che l'Azienda possa intervenire sulla questione per apportare dei correttivi.

 

 

Ferie

 

Con rammarico, anche quest'anno, senza evidenti necessità, l'Azienda ha deciso di inserire ulteriori criteri restrittivi per la fruizione delle ferie, come indicati nella recente comunicazione pervenuta da HR. 

Accogliamo con favore la volontà di rendere il meccanismo più elastico rispetto allo scorso anno, anche a seguito delle proposte fatte all'epoca da Unisin, nonchè di posticipare la data di chiusura del piano ferie.

 

Riteniamo però assolutamente necessario che ogni limitazione alla piena fruizione delle ferie venga eliminata il prima possibile. 

 

 

Riteniamo altresì fondamentale che sia rimossa qualunque resistenza alla possibilità di fruire dei giorni di permesso nel periodo gennaio - aprile ai colleghi di determinati settori aziendali.

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RInnovato l’ACCORDO della Continuity credit & Partner care (CCP)

 

 

Nonostante il delicato periodo ci veda spesso molto impegnati su questioni legate alla pandemia in corso, continuiamo a lavorare anche per migliorare gli accordi aziendali vigenti. Infatti è stato appena sottoscritto il rinnovo dell’accordo sulla CCP (Ex piattaforma telematica). Tale accordo si è reso e si rende necessario in virtù del particolare orario svolto dai colleghi appartenenti all’ufficio, che va oltre quello massimo consentito dal CCNL.

 

Le novità introdotte sono:

 

- riduzione da 4 a 3 anni del periodo necessario per essere assegnato ad altra struttura con orario “tradizionale”, nei quali viene conteggiato anche il periodo trascorso a tempo determinato (compreso l’intervallo che può intercorrere tra un contratto e l’altro);

 

- introduzione di un acceleratore di 12 mesi sul percorso professionale di chi viene assegnato a tale struttura. Tale agevolazione è stata introdotta per favorire la mobilità volontaria verso la CCP;

 

 

- 6 giorni di Smart-Working mensili da fruire in maniera continuativa con il weekend libero o tutti nella medesima settimana per chi osserva lo schema orario 6x6. E’ previsto che in caso di modifica dell’attuale regolamentazione aziendale del Lavoro Agile, con incremento del numero di giorni mensili di Smart-Working, alla CCP venga comunque riservato un trattamento di maggior favore [...]

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stesse possibilità, risultati differenti

 

Come continuiamo a denunciare da mesi, l’Azienda adotta in maniera miope la politica dei piccoli correttivi. Apporta solo risibili modifiche all’organizzazione del lavoro (remotizzando in parte alcune categorie di colleghi) che però si rivelano insufficienti e intempestive rispetto alla palese evoluzione dell’emergenza sanitaria.

 

A seguito dell’ultimo DPCM, il nostro paese è stato suddiviso in varie zone in base al rischio di contagio. Quelle maggiormente colpite sono state definite rosse e arancioni e si trovano a dover affrontare restrizioni paragonabili a quelle del primo lockdown. 

 

Mentre a marzo l’Azienda scelse di remotizzare il maggior numero di colleghi possibile, per tutelare sia la salute dei lavoratori che il business, oggi inspiegabilmente decide che i colleghi delle suddette zone debbano comunque continuare a recarsi in ufficio.

 

 

Anche se all’interno degli uffici sono rispettate tutte le misure previste e la presenza sia ben al di sotto di quella stabilita dai protocolli, esiste comunque possibilità di contagio ancor più nelle zone rosse e arancioni. Perché pretendere che i colleghi continuino a recarsi in ufficio, anche solo per pochi giorni al mese, quando potrebbero lavorare sempre in sicurezza da remoto come già avvenuto a marzo? [...]

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RIORGANIZZARSI SUBITO

 

Il nostro allarme di alcuni giorni fa indicava all’Azienda la necessità di prendere la strada dello Smart-Working massivo che coinvolgesse tutte le strutture in un’urgente riorganizzazione per salvaguardare la salute dei colleghi, l’organizzazione delle famiglie, l’operatività e il business aziendale e dare un contributo alla gestione generale dell’emergenza.

Diamo atto all’Azienda di aver posto rapidamente al centro della sua attenzione la nostra sollecitazione, anche assumendo dei primi timidi provvedimenti nel giro di pochi giorni: genitori con minori, pendolari e misure di programmazione per le festività sono stati parzialmente introdotti. Da allora sono seguiti, da tutte le parti, appelli a fare di più e presto. Il punto è questo: l’ Azienda è sempre in ritardo e mostra un’inerzia sconcertante e potenzialmente dannosa laddove sarebbe, a nostro avviso, necessaria prontezza di riflessi e dinamicità.

Troppe sollecitazioni sono necessarie, e in questi ultimi tempi tutte le forze Sindacali le hanno reiterate, perchè si assumano iniziative sempre e solo parziali. E’ una fatica di Sisifo!

La necessità invece sarebbe quella di giocare d’anticipo: salute, sicurezza e lavoro se ne gioverebbero all’unisono e, oggi più che mai, sono interessi coincidenti.

“Ma che ci vuole?” è la domanda che rimbalza da tutte le parti. Mentre l’Italia si avvia rapidamente ad un nuovo lockdown generalizzato non riusciamo a credere che Findomestic non ritrovi il suo smalto predisponendo tutte le misure per garantire il lavoro da casa, in sicurezza, di tutte le strutture. Ora, subito. Altrimenti vi saremo costretti dall’emergenza nazionale e ci dovremo affidare di nuovo alla infinita (?) generosità e buona volontà dei colleghi. Ahinoi, in piena seconda ondata pandemica, con tre DPCM in dieci giorni alle spalle, sono ancora lì a filosofeggiare se un pendolare sta a 19,5 o 20,5 km dalla sede di lavoro, prende il treno o il monopattino, la figlia minore aspetta il tampone, ma non si sa se la scuola è o meno in quarantena… che tragica farsa!

Quanto è “difficile” prendere decisioni, che angoscia, beato chi deve “solo” lavorare! Sveglia!

 

Insieme alla remotizzazione va anche predisposto subito un contributo economico per tutti i colleghi. Occorre un onesto sostegno ai consumi domestici: l’Azienda dovrà far conto sui nostri computer, linee ADSL, riscaldamento ed elettricità! [...]

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MISURE INSUFFICIENTI

 

Nell'ultimo incontro con l'Azienda siamo tornati a discutere della richiesta di UNISIN in merito ad una applicazione massiva dello Smart-Working, visto l'oggettivo aumento dei contagi, sia a livello nazionale, che aziendale. E’ di giovedi la decisione dell’Azienda di concederlo alle seguenti categorie di colleghi remotizzabili:

- Pendolari distanti oltre 20km dalla sede di lavoro, domiciliati in comune diverso e che utilizzano mezzi pubblici;

- Genitori con figli minori di 14 anni le cui scuole vengono chiuse per provvedimenti delle autorità competenti;

- Colleghe in stato interessante che ne hanno dato comunicazione all’Azienda secondo quanto previsto dalle normative.

Nonostante l’Azienda abbia accolto la richiesta di UNISIN di permettere a tutti i colleghi remotizzati di lavorare in Smart-Working durante le festività natalizie (dal 21 al 31 dicembre), a prescindere dal turno di appartenenza, riteniamo queste misure assolutamente insufficienti rispetto all’attuale tendenza di diffusione del virus e alle conseguenti difficoltà sanitarie, organizzative e gestionali interne.

Purtroppo dobbiamo nuovamente constatare la mancanza di reattività dell'Azienda che, anzichè sfruttare la possibilità di anticipare gli eventi, attende passivamente di esserne travolta. Fino al punto che la decisione non diventa più una scelta, ma una necessità.

 

La maggior parte dei colleghi è remotizzata, l'organizzazione di questa nuova modalità di lavoro è ormai rodata, pertanto apparentemente non ci sono motivi che giustifichino la rigidità dell’Azienda nel voler continuare a far lavorare i colleghi in ufficio anziché da casa [...]

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Smart-working, una scelta di responsabilita’

 

Occorre che l'Azienda protegga la salute dei sui dipendenti e la sua generale capacità produttiva. La soluzione c'è, è stata collaudata nel periodo di emergenza primaverile, ha dimostrato di funzionare.

Lo Smart-Working deve tornare ad essere applicato massivamente.

Il livello delle dotazioni tecniche, grazie all'intenso lavoro dell'IT, è migliorato. Anche se sono necessari ancora molto lavoro e investimenti per raggiungere il livello ottimale e colmare il ritardo, sicuramente c'è stato un tangibile miglioramento.

Il ritorno della pandemia, nella sua seconda ondata, sta alzando in modo dirompente il rischio di vedere invase le nostre sedi di lavoro. Criticità stanno emergendo in diverse località e, più in generale, su tutti i mezzi di trasporto pubblici, nei servizi pasto e indirettamente attraverso le scuole.

Non si tratta solo dei contagi, ormai bisogna far conto anche con le difficoltà organizzative che le misure di contenimento comportano: chiusure di esercizi pubblici, quarantene di intere scuole, figli minori costretti a casa, isolamenti preventivi, chiusure regionali e locali, difficoltà ad eseguire i tamponi, grosse falle anche nel tracciamento.

 

Il numero di colleghi in difficoltà aumenta di giorno in giorno insieme all'aumento del contagio nella popolazione. Rimanere agganciati ad un modello che prevede la gestione dei singoli casi, in un panorama di crescita esponenziale, si rivelerebbe una scelta miope e dannosa perché insostenibile.

Non dipende dalle strutture di gestione dell'emergenza aziendali, che hanno soggettivamente dimostrato una dedizione esemplare, sono le strutture sanitarie che stanno facendo acqua da tutte le parti: in molte regioni il tracciamento si limita ormai alle ultime 24/48 ore, le disposizioni dei medici e delle Asl sono eclettiche e disomogenee, i tamponi si fanno con estenuante ritardo.

Per questo chiediamo all'Azienda di tornare urgentemente allo Smart-Working sempre e per tutti, la normativa lo consente almeno fino al 31 dicembre 2020, le Istituzioni non mancano di fare inviti in tal senso ogni giorno alle aziende che possono, anche per limitare la generale mobilità.  

 

 

E’ una scelta di responsabilità per la salute dei dipendenti e delle loro famiglie. E’ una scelta di protezione della capacità produttiva aziendale. E’ una scelta di responsabilità sociale [...]

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NON SEMPRE

L’ESPERIENZA INSEGNA

 

Siamo al 10 di luglio e l'Azienda non ha ancora deciso cosa faranno i colleghi dal primo di agosto, quando, salvo proroghe, dovrebbe terminare lo stato di emergenza.

Molte aziende italiane si stanno organizzando, o si sono organizzate da tempo, per il periodo post 31 luglio, sia per una questione di prudenza, che per motivi logistici e di attenzione ai propri dipendenti (pensiamo ai genitori di bambini piccoli che, nella migliore delle ipotesi, non rientreranno a scuola fino al 14 settembre).

Findomestic invece, è ancora in alto mare. È vero che l'attuale situazione è di estrema incertezza per tutti, essendo di difficile previsione l'andamento della situazione sanitaria, ma dal management di una banca che realizza centinaia di milioni di utile tutti gli anni, ci si aspetterebbe almeno la capacità di formulare delle ipotesi su cui discutere. 

Non solo, nonostante le nostre numerose sollecitazioni, ancora non si è mossa neppure sul piano tecnologico. Neanche un sondaggio per avere una fornitura di PC in tempi brevi, qualora ce ne fosse la necessità. Evidentemente, questa emergenza non ha insegnato niente all'Azienda. NIENTE. Dobbiamo aspettare ancora?

Il ricorso allo Smart-Working di fortuna con PC personali dei colleghi poteva essere giustificato nel periodo di emergenza, ma non è assolutamente accettabile che dopo 4 mesi ancora Findomestic non abbia neanche una vaga idea di quello che potrà fare.

Non è sufficiente la generica rassicurazione del Signor Direttore Generale sul fatto che l'obiettivo è l'estensione e lo sviluppo del Lavoro Agile, sono necessari fatti concreti e tempistiche certe. Dai documenti che ci ha fornito l'Azienda, nella situazione pre-covid erano appena 417 gli Smart-Workers "autorizzati" (oltre a 27 colleghi in telelavoro). Il dato appare ridicolo se consideriamo che al 31/12/19 la popolazione Findomestic era composta da 2783 dipendenti! 

 

Se anche tutto tornasse alla normalità, vogliamo farci trovare impreparati da un’eventuale seconda ondata che alcuni epidemiologi prospettano per l'autunno?

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SI VOCIFERA CHE…

 

Come spesso ultimamente abbiamo detto il periodo non è affatto dei migliori. Oltre a situazioni drammatiche si somma anche l’incertezza del futuro. La nostra azienda non è, purtroppo, esclusa da questa insolita e accanita crisi. Però, se lasciamo da parte l’emotività e analizziamo freddamente i dati (cosa che questa dirigenza sa fare benissimo…) possiamo veramente e serenamente ammettere che sia proprio così per Findomestic?

Nell’incontro avuto col DG non ci è stata nascosta la possibilità, oltre che la speranza, di chiudere l’anno come il 2019. Si parla di ripresa oltre le aspettative che potrebbe portare, verosimilmente, a colmare la parte a oggi mancante. E sarebbe una cosa eccezionale. Quindi un’azienda che in un periodo come questo potrebbe avere un utile di 300 milioni (e che viene da anni eccellenti compreso l’ultimo che segna un utile di 350 milioni) è veramente in crisi?

Si vocifera che si voglia riconoscere un premio (una regalia…) a chi è stato presente in azienda durante il periodo del lockdown. Attenzione lodevole ma tutti gli altri dipendenti che ci hanno messo il PC, la linea internet, la propria casa, la disponibilità h24 (come i colleghi dell’IT), la disponibilità a straordinari in orari assurdi (come i part-time che li hanno fatti non in continuità con l’orario di lavoro), che sono rimasti in ufficio o che invece sono rientrati pur avendo il diritto di proseguire col lavoro agile, che sono stati costretti a “riconvertirsi” con una formazione ridicola, a loro niente?? E tutto ciò che l’Azienda ha risparmiato? Quello non conta? Intere strutture chiuse per mesi, trasferte e tanto altro…

L’Azienda vuole farsi bella con qualche euro a coloro che lei stessa a costretto a restare a lavoro? E perché non dichiararlo prima? Perché non dire vi ricompenseremo del disagio?

 

I RICONOSCIMENTI PARZIALI NON SONO NE’ CORRETTI NE’ SUFFICIENTI. L’EXTRA BUDGET SIA PER TUTTI CON UNA SPECIFICA ATTENZIONE AI COLLEGHI CHE SONO SEMPRE RIMASTI IN AZIENDA, CHE SE LA MERITANO TUTTA […]

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VENGO DOPO IL DG

 

Dobbiamo dirci soddisfatti dell'incontro con il nostro Signor Direttore Generale? Ragioniamone alla luce di alcune considerazioni che gli abbiamo esposto.

I lavoratori di Findomestic hanno sostenuto l'emergenza per la pandemia dimostrando dedizione, responsabilità, spirito di sacrificio. Più o meno tutti ci abbiamo messo del nostro per essere di aiuto ad una situazione imprevista, eccezionale e che ci ha trovato, sul piano dell’organizzazione e direzione aziendale più impreparati di altri. Chi ci ha messo il proprio computer, chi la connessione internet, chi gli straordinari da casa, chi la costante presenza a lavoro con tutti i rischi che questa comportava, chi ha cambiato mestiere da un giorno a l'altro per essere di aiuto, arrangiandosi, senza formazione... L'elenco dei tributi individuali all'Azienda è molto lungo e riguarda tutti!

Il Signor Direttore Generale ha riconosciuto il nostro generoso sforzo: meritiamo una bella pacca sulle spalle! Oggi l'Azienda vive una crisi importante che confida di poter fronteggiare limitando i danni (si nota già una ripresa nel mese di giugno) e da cui intende uscire mettendo in campo azioni ancora non ben definite, con la partecipazione di tutti, tutelando l'occupazione e i risultati di bilancio.

Sì certo, bene, ma: Findomestic ha chiuso il 2019 con 350 milioni di euro di utile. 50 milioni di “Extra-budget” rispetto agli obiettivi massimi degli accordi. Ne vogliamo parlare? Risposta: no, pensate al contesto... Eppure questi obiettivi hanno portato risultati tangibili nelle casse dell'Azienda… Bloccheranno an

che i dividendi? Hanno pagato i premi ai Dirigenti?

Per i colleghi nulla non è accettabile, ma soprattutto provocherebbe un dannoso scollamento...

E di tutti i sacrifici fatti in piena pandemia? Li vogliamo ripagare togliendo anche i già meritati premi conseguenti ai brillanti risultati dell'anno passato? E tutto l'impegno che ci sarà richiesto per "recuperare" entro la fine dell'anno? Con quale spirito lo vogliamo affrontare?

 

Ecco, alla luce di queste considerazioni, dobbiamo dire che l'incontro con il Signor Direttore Generale non è stato assolutamente soddisfacente [...] 

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APPROFITTARE PER UN CAMBIO DI PASSO

E' stato sottoscritto l'accordo che va ad eliminare il tilt, ovvero lo slittamento di 6 mesi nei percorsi professionali, in caso di assenza di valutazione per maternità. Il principio che ha portato a questa modifica è quello per cui nessuno debba essere penalizzato per assenze non dovute alla propria volontà.

 

Per questo motivo, dietro una richiesta di Unisin, è stato eliminato anche per le assenze dovute per malattie oncologiche o patologie di analoga gravità. 

 

Però non possiamo ritenerci 

 

Però non possiamo ritenerci pienamente soddisfatti. La decadenza avverrà solamente per le promozioni da percorso che interverranno dal 1 luglio 2020. Comprendiamo che possa essere complesso intervenire su percorsi professionali passati infatti, avevamo dato la nostra disponibilità ad analizzare insieme le varie situazioni, per trovare una giusta compensazione per i colleghi che avevano dovuto subire il tilt negli anni scorsi.

 

Invece, l'Azienda non ha voluto sanare tutte le promozioni pregresse, creando così una evidente disparità fra i colleghi e le colleghe. 

 

E' estremamente deludente anche il fatto che l'Azienda non abbia ritenuto di dover applicare la modifica del tilt ai percorsi professionali dei colleghi che sono rientrati da BPI, come invece era stato richiesto da Unisin. Dopotutto, nel loro caso non c'è nemmeno stata un'assenza di valutazione, visto che era stata data da un'altra azienda del gruppo. Purtroppo questo è un ulteriore segnale (che si aggiunge alle altre incomprensibili scelte di questi mesi) che Findomestic sta perdendo la giusta attenzione al personale, che è la vera risorsa dell'Azienda [...]

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BEST EMPLOYEES EVER

 

Nonostante il periodo di difficoltà, Findomestic si conferma un’azienda sana, come emerge dai dati di bilancio che ci sono stati forniti durante l’ultimo incontro. Infatti, nel 2019, siamo andati oltre le previsioni con un bilancio che si chiude a 350 milioni di utile lordo. Se ce ne fosse ancora bisogno, questa è l’ulteriore conferma che i dipendenti di Findomestic si distinguono sempre per abnegazione, competenza e disponibilità, consentendo di raggiungere risultati eccellenti. A questo punto è lecito pensare che solo l’Azienda non si sia accorta del Patrimonio Umano di cui dispone vista la totale mancanza di fiducia che ha dimostrato nei nostri confronti negli ultimi mesi. Ne sono testimonianza la rigidità sulla programmazione delle ferie, il tentativo di introduzione del controllo a distanza, la totale autogestione della NOSTRA Banca della Solidarietà, le insensate autocertificazioni, l’incomprensibile corsa per far rientrare i colleghi in ufficio nonostante non se ne ravvisasse l’urgenza e per chiudere in bellezza (almeno per ora…) la negazione di un Diritto, previsto dalla normativa quale: la possibilità di lavorare da remoto per entrambi i genitori con figli di età inferiore ai 14 anni, fino al termine del periodo di emergenza sanitaria. Senza, comunque, dimenticare coloro che non hanno mai potuto fruire dello Smart-Working (Diretto, Account, Logistico, Servizi di Portineria e alcuni colleghi dell’Informatico) e lo stato d’animo di chi è rientrato per primo.

A questo punto ci dimostri che ci stiamo sbagliando. L’occasione, che auspichiamo si presenti a brevissimo, potrebbe essere, sia la trattativa per l’Extrabudget, che il rinnovo del CCA ormai scaduto nel 2019.

LAVORO DA REMOTO DA ALTRO LUOGO

 

E’ ufficiale la possibilità di lavorare presso una località diversa dalla propria residenza, purchè sia un luogo privato. Sarà necessario, per poter usufruire di questa possibilità, comunicare, ad HR4YOU, con in copia il proprio responsabile, il nuovo indirizzo e avere una connessione internet adeguata allo svolgimento dell’attività [...]

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FINDOMESTIC RESTITUISCI I RICONOSCIMENTI

 

Com’era prevedibile, la nostra azienda ha di nuovo perso l’occasione per dimostrare tutto quello che dice in teoria, ovvero quanto siamo importanti e quanto sia necessario il nostro continuo sforzo.

Dopo averci imposto le ferie, dopo aver utilizzato a proprio piacimento la NOSTRA Banca della Solidarietà, dopo averci, per usare un eufemismo, messo in difficoltà costringendoci ad autocertificare il buono stato di salute, dopo la reintroduzione del controllo a distanza, conferma di voler indurre i colleghi a DICHIARARE IL FALSO.

Nonostante nel Gruppo si siano adottate autocertificazioni che, certo non risolvono tutti i problemi ma quantomeno non costringono i lavoratori a DICHIARARE IL FALSO, ancora non ha né modificato il modulo di richiesta di prosecuzione del lavoro da casa né il punto 8 dell’ “autocertificazione” del buono stato di salute.

Tale atteggiamento irresponsabile è spiazzante e imbarazzante. Ma non ci vantiamo, anche attraverso l’uso di simpatiche vetrofanie, di essere un “Best Workplace”? Non siamo un’ azienda attenta ai propri dipendenti? La verità è palese. Quando è il Suo turno non c’è mediazione, quando è il nostro… “vediamo”.

Torniamo a ricordare che tale modulo, così come è stato diffuso è illegittimo e induce in DICHIARAZIONI FALSE. Pertanto deve essere cambiato secondo quanto previsto dalla Legge, altrimenti non abbiamo dubbi, la nostra azienda prevede di far DICHARARE IL FALSO AI PROPRI LAVORATORI.

 

Adesso è il tuo turno azienda, dimostra ai tuoi affezionati (?) dipendenti di che pasta sei fatta… questo tuo atteggiamento porta solo scontento e confusione, soprattutto a danno dei lavoratori che in tutti questi anni hanno contribuito in maniera fondamentale al raggiungimento dell’eccellenza che l’attuale management vuole distruggere con una condotta assolutista e priva di ogni tipo di visione ponderata e razionale [...]

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CONTRA LEGEM

 

La lista delle azioni, nelle quali si rilevano gli inequivocabili tratti di un'azienda “Best workplace”, si allunga. Ci piace ricordare solo alcune delle ultime, giusto a promemoria per il futuro:

il controllo a distanza (tra l’altro i colleghi che rientrano in ufficio continuano a lavorare in VDI…); le “ferie” forzate a maggio, con l’aggravante beffa di poter tornare a circolare solo il 3 giugno; l’arretratezza tecnologica che ha costretto alcuni colleghi della Lombardia a stare a casa (a causa della chiusura degli uffici) utilizzando, a fronte di una parte di permessi a carico della Banca della Solidarietà e dell’Azienda , anche le proprie ferie; l’autocertificazione del buono stato di salute che è priva di qualsiasi valore (anzi controproducente visto che si possono indurre i colleghi a dichiarare il falso non essendo in grado di valutarlo autonomamente…).

L’ ultima perla è la forzatura ILLEGITTIMA che l’Azienda fa dell’art. 90 del “Decreto Rilancio” nella parte in cui recita: “[…] i genitori lavoratori dipendenti del settore privato, con almeno un figlio a carico minore di anni 14, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore, avranno diritto al lavoro agile […]”. L’Azienda ha inserito, contravvenendo alla fonte normativa non interpretabile, un ulteriore vincolo stabilendo che se entrambe i genitori svolgono l’attività in Smart Working, uno dei due debba obbligatoriamente rientrare in ufficio. Ma, il Decreto è chiaro, le uniche casistiche di esclusione dal DIRITTO alla fruizione del lavoro agile sono quelle sopra riportate, da nessuna parte è scritto che non possono lavorare da remoto entrambi i genitori contemporaneamente!!!

Oltretutto, per poter proseguire l’attività lavorativa da casa, l’Azienda richiede l’invio di un modulo da loro predisposto in cui il dipendente dovrebbe DICHIARARE che l’altro genitore non sta effettuando attività lavorativa in modalità agile, sia in conseguenza della previsione dell’art. 90 del Decreto Rilancio, che per qualsiasi altra motivazione. Per cui se ne deduce che se l’altro genitore svolge attività lavorativa in Smart Working, ad esempio, anche un solo giorno al mese, l’interessato, per esercitare il proprio DIRITTO, dovrà necessariamente dichiarare il FALSO!!!!!

 

Quindi è necessario che venga immediatamente modificato il modulo di richiesta in modo da ottemperare a quanto previsto dalla Legge e nei tempi che consentano ai lavoratori di esercitare il proprio Diritto così com’è previsto. Ci sono ancora tre giorni di tempo per farlo [...]

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FERIE e responsabilita'

 

Sono ormai note a tutti le disastrose nuove disposizioni sulla programmazione delle ferie. Esse risultano ancor più gravose oggi, dopo che il Governo ha confermato che anche nel mese di maggio le possibilità di spostamento per le famiglie saranno ridottissime.

Ascoltiamo tutti i giorni la delusione e la frustrazione dei colleghi, proprio coloro che si sono attivati in maniera così generosa per far sopravvivere la nostra Azienda nelle condizioni difficili dell'epidemia, si aspettavano un altro segnale.

C'è stata, a nostro avviso, un’ evidente mancanza di leadership. Qualcuno dei nostri direttori, evidentemente, tiene di più a mostrare i muscoli della propria autorità piuttosto che evidenziare maturità, equilibrio e autorevolezza. 

Il nostro Sindacato ha raccolto le indicazioni di tanti colleghi, i quali per la maggior parte chiedono l'introduzione di una piccola flessibilità: spostare il primo step al 30 giugno ed il secondo al 30 settembre. Non è molto. A nostro avviso una maggiore libertà di godere le meritate ferie sarebbe un diritto, anche in considerazione dell'emergenza e proprio per come l'abbiamo fronteggiata.

Anche i nostri Manager, quelli che si confrontano tutti i giorni con il lavoro che c'è da fare, sono stati messi in difficoltà da un "taglio" lineare irrazionale. C'è chi rimanda le scadenze dei progetti, chi cerca escamotage, chi sa che non potrà garantire i servizi.

Ci permettiamo quindi di richiamare l'attenzione della Direzione Generale dell'Azienda sul problema.

 

D'altra parte, la nostra Dhr, ci aveva spiegato un presunto "disegno strategico" imposto dal Gruppo BNP... ma il Gruppo, stavolta, non pare abbia alcuna colpa. Le altre aziende che ne fanno parte stanno gestendo la programmazione delle ferie con maggiore ragionevolezza, attenzione e maturità.  

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FASE2: MANCA SERIETa'...

 

In una materia così delicata come la Salute e Sicurezza dei lavoratori, della quale l'Azienda è giuridicamente responsabile, nessuna mancanza di serietà è ammissibile.  

Abbiamo avuto numerosi ritorni dai colleghi, a tutti i livelli, di direttive di rientro impartite verbalmente, regole non ufficiali, criteri volontari, insomma chiacchiere! Perché nessuna direttiva scritta ha fino ad ora rettificato la comunicazione aziendale di lavorare da casa.

E' incredibile che su un tema così delicato si chieda ai singoli manager e ai colleghi stessi di assumersi responsabilità che non competono loro e sulle quali, la salute e la sicurezza, non hanno strumenti per valutare.

Sebbene alcune voci riferiscano criteri di buon senso, raccomandiamo i colleghi di non prendere iniziative individuali a nessun livello: sia che il vostro mestiere sia quello del Manager, sia che siate Professional o Operativi, pretendete disposizioni scritte da parte dell'Azienda.

Esiste una DHR, esistono Comitati aziendali costituiti ad hoc, esiste chi è pagato, in questa Azienda per prendere decisioni relativamente alla Salute e alla Sicurezza e a gestire questa emergenza, persone che hanno tutti gli strumenti per valutare il rischio a cui l'Azienda espone i lavoratori. Devono emanare direttive ponderate, chiare e precise, delle quali si assumeranno tutte le responsabilità.

L'Azienda aveva inizialmente richiesto la nostra partecipazione per determinare le linee guida del rientro, abbiamo fornito i nostri contributi, ma hanno deciso di non istituire un comitato tecnico misto e procedere autonomamente. Ciò non toglie che le nostre idee ce le abbiamo e sorveglieremo affinché l'Azienda tuteli al massimo tutti i colleghi, ogni errore avrà conseguenze.

Il primo scivolone l'ha già fatto: nessun rientro può essere lasciato alla libera iniziativa, nessuna richiesta può essere veicolata a voce.

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LO FACCIO LO STESSO

Vi ricordate il nostro volantino “1984” nel quale denunciavamo e respingevamo il tentativo dell’Azienda di modificare l’accordo sul controllo a distanza (e stravolgerne la ratio) per chi lavora in “VDI” per ottenere dati in tempo reale per ogni singolo lavoratore?

Dopo aver ribadito all’Azienda la nostra assoluta contrarietà, nessuna modifica dell’accordo è stata firmata, pertanto NON E’ CONSENTITO IL CONTROLLO A DISTANZA CON IL MONITORAGGIO DEI DATI DI OGNI SINGOLO LAVORATORE!

La discussione era, pertanto, chiusa e per noi la questione era risolta, ma qualcuno nel buio tramava. E’ infatti notizia di questi giorni che l’Azienda stia comunque estraendo i dati del singolo lavoratore, in palese violazione dell’accordo vigente e senza alcuna condivisione con questo Sindacato. Infatti, alcuni colleghi della ECS (recupero) sono stati contattati dal proprio responsabile ricevendo comunicazione che un file di seguito già esistente sarebbe stato aggiornato con nuovi dati…

Chi lavora al recupero conosce già da tempo uno strumento di seguito chiamato “FIT”, ma sinteticamente proviamo a spiegarlo a tutti. E’ un file giornaliero, che consente all’Azienda di conoscere le performance dei vari team, sia a livello quantitativo che qualitativo (Fte logati, numero di contatti, numero di accordi, media delle telefonate e dei contatti, e tanto altro…) dell’attività quotidiana. La modifica qual è vi chiederete, sanno già tutto, che vogliono di più? Semplice! Mentre nel file i dati sono sempre stati aggregati per team, ad alcuni colleghi è stato comunicato che da adesso in poi saranno suddivisi per singola matricola e nel caso in cui non si sia in media con i valori di team saranno segnalati… “sempre a scopo formativo”…

Il problema non è solo limitato al recupero, infatti, c’è stata segnalata la presenza, anche in altri ambiti aziendali, della stessa tipologia di controlli e di file contenenti dati individuali di pratiche gestite da colleghi che oltretutto sono in supporto ad altre strutture/lavorazioni.

Il maldestro e goffo tentativo di motivare questa scelta come necessità di trovare spunti formativi non sta in piedi. Non esiste nessuna attinenza tra quello che l’Azienda sta facendo e le necessita formative delle quali parla. Questo è controllo a distanza e all’Azienda continuiamo a dire “no” ma soprattutto non può perché non è stato dato nessun consenso.

 

Quale fiducia dovremmo avere verso un’azienda che quando può fa e quando non può fa lo stesso?

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Non c’e’ peggior sordo…

 

Quando l’Azienda chiede continuativamente straordinari, anche di sabato e di domenica, i colleghi, per senso di responsabilità ed etica professionale sono sempre pronti a dire si, soprattutto in un momento di particolare esigenza come questo.

Quando l’Azienda chiede il massimo impegno per il raggiungimento degli obiettivi, i colleghi sono sempre disponibili a dare il massimo, anche mettendo a disposizione i propri mezzi e i propri spazi personali.

Quando l’Azienda chiede responsabilità a trovare un accordo all’interno del proprio ufficio, per il piano ferie, per gravare il meno possibile sull’organizzazione del lavoro, i colleghi sono sempre disponibili anche a rivedere i propri programmi e le proprie esigenze familiari.

 

Ma quando i dipendenti chiedono all’Azienda di trovare un accordo di BUONSENSO sulla gestione del piano ferie in una situazione così particolare e difficile per tutti, la risposta è NO!

 

L’ennesimo insensato rifiuto a rivedere le nuove disposizioni sulla fruizione delle ferie è arrivato durante l’incontro avuto ieri.  E’ vero che le indicazioni generali sono arrivate dal Gruppo, ma addirittura la nostra Azienda non è riuscita neanche a inserirsi in scia delle decisioni di BNL che, come ormai noto, prevede l’utilizzo dei primi sei giorni di ferie entro il 30 giugno con possibile sconfinamento in luglio a seconda dell’andamento della situazione nazionale.

 

UNISIN chiede nuovamente all’Azienda di rivedere le proprie posizioni, per non dover forzare i colleghi all’utilizzo di 6 giorni di ferie entro il 31 maggio. C’E’ ANCORA TEMPO!!!

 

Come prevedibile sono già iniziate le zelanti e inopportune pressioni per comunicare in tempi brevi le proprie decisioni in materia di ferie (la metodologia prevede l’inserimento direttamente in Gepe Next senza passare da alcun file), ma è importante ricordare che c’è tempo fino al 5 maggio, come da comunicazione dell’Azienda, per effettuare l’inserimento.

 

 

NON FATEVI PRENDERE DALLA FRETTA…  [...]

 

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IL GRANDE CUORE

DEI COLLEGHI

 

C'è una “banca” in Findomestic nata dal cuore generoso di tanti colleghi che hanno donato ore e giorni perché potessero essere utilizzati a favore dei più bisognosi di noi.

La Banca della Solidarietà è nata anche grazie alla spinta di tutte le Organizzazioni Sindacali, la donazione generosa dei Colleghi, nonché il contributo iniziale e proporzionale dell'Azienda.

Di recente è stata nuovamente alimentata con i giorni di permesso extra derivanti dall’accordo sull’Extra Budget e non utilizzati a fine anno, dai colleghi.

Questo istituto incorpora un grande valore di solidarietà, generosità e senso di appartenenza. Esso rappresenta, a nostro giudizio, il punto più alto di umanità raggiunto collettivamente. Non c'è nulla di più etico, nobile e sano che donare per aiutare chi subisce le difficoltà.

Come riportato nell’accordo "Le dotazioni tempo per tempo presenti nella "Banca della Solidarietà" saranno rese disponibili [...] a tutti i colleghi che: [...] abbiano grave e indifferibile necessità di assentarsi a fronte di eventi urgenti/eccezionali. A tal proposito, le parti convengono di includere tra gli eventi urgenti/eccezionali anche quelle calamità naturali certificate [...]".

Pertanto non è comprensibile la scelta che ha fatto l’Azienda di non fare utilizzare subito tali dotazioni in un caso eccezionale come quello dell’emergenza Coronavirus. Infatti ha preteso che venisse sottoscritto un ulteriore accordo affinchè ne potessero beneficiare alcuni colleghi costretti a casa a seguito della decisione aziendale di chiudere gli uffici della Lombardia, senza aver fornito loro, subito, delle dotazioni per il lavoro a distanza, a causa dell’ormai nota impreparazione aziendale in materia. A loro è stato chiesto di contribuire con proprie ferie per poter accedere all’utilizzo delle giacenze della Banca della Solidarietà. Riteniamo inaccettabile che l’Azienda faccia ricadere sui dipendenti le proprie responsabilità.

 

Il momento emergenziale non giustifica tali proposte. Piu che altro sarebbe necessario capire perché si siano affrettati i tempi quando la trattativa dura da molte settimane e a ridosso di un incontro dirimente tra OO.SS e Abi che, infatti, ha portato ad un accordo [...] 

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1984

 

In questo periodo, che sta richiedendo a tutti grande responsabilità e grandi rinunce, siamo disposti a fare tutto per il bene delle nostre famiglie, del nostro Paese e della nostra Azienda, come cittadini, come lavoratori e come Unisin. Una cosa alla quale però non vogliamo e non possiamo rinunciare sono le nostre tutele. La volontà aziendale di effettuare in questo momento una modifica dell’accordo sul controllo a distanza, per sottoporre i colleghi di un settore aziendale ad un monitoraggio continuo e in tempo reale, tecnologicamente asfissiante, è improponibile, oltre che offensivo per tutti coloro che si stanno impegnando per continuare a lavorare nel migliore dei mondi nonostante le difficoltà.

E’ per questo che diciamo NO

NO perché dobbiamo pensare prima di tutto, all’emergenza attuale, dobbiamo pensare a come e quando se ne uscirà e a come organizzare il tanto desiderato ritorno alla normalità.

 

NO perché è il momento di avere fiducia reciproca, fiducia che con il tempo tutti i dipendenti Findomestic si sono meritati, portando la nostra Azienda a diventare il gioiello che tutti riconoscono e che soprattutto ha portato dei risultati sempre superiori rispetto ai già ambiziosi budget. Secondo noi un’azienda che in un momento come questo chiede un monitoraggio totale e in tempo reale dell’attività svolta evidenzia una chiara mancanza di fiducia nei confronti di tutti i suoi lavoratori […]

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L’INDEROGABILE NECESSITA’…

 

Ad oggi la quasi totalità dei colleghi lavora finalmente in sicurezza da casa. L’81% totale, corrispondente a 2248 persone, di cui l’87% in rete (dato in miglioramento in attesa di aggiornamenti da alcune piazze) e il 98% dei ruoli funzionali. Per questo riconosciamo che l’Azienda si è impegnata, e lo sta tuttora facendo, per salvaguardare sia la salute e la sicurezza dei propri dipendenti, che il business. Da poco i colleghi del Diretto sono stati informati del fatto che alcuni di loro lavoreranno in Smart Working.

 

Accogliamo con soddisfazione la decisione presa dall’Azienda nel rivedere le proprie iniziali rigide posizioni, però riteniamo che si possa fare ancora qualcosa in più. In base al protocollo firmato da Sindacati ed Abi il 16 marzo 2020, le banche si impegnano a svolgere le attività commerciali da remoto, lasciando alla rete fisica esclusivamente le attività di assistenza alla clientela che non possono essere svolte a distanza.

 

Ci aspettiamo che l’Azienda definisca chiaramente quali siano le attività che ritiene essenziali per la clientela, proprio per ottemperare a quanto sottoscritto.

 

Possibile che siano tali da giustificare le attuali presenze dei colleghi in agenzia? Se ad oggi i clienti vi si possono recare solo previo appuntamento, perché i colleghi devono invece garantire la presenza anche quando gli appuntamenti non ci sono?

 

 

Chiediamo all’Azienda di fare chiarezza, tanto più che, le attuali restrizioni previste dai DCPM limitano la mobilità delle persone alle sole esigenze inderogabili […] 

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L'emergenza vale per tutti!

 

UNISIN, al termine della TERZA settimana di emergenza per l'ormai dichiarata PANDEMIA da CORONAVIRUS, vuole ringraziare tutti i colleghi dell'immenso sforzo che stanno facendo con incredibile senso di responsabilità.

I nostri Rappresentanti Sindacali sono in continuo contatto e raccordo con il “Comitato di Crisi” aziendale, oberato di problemi organizzativi, per seguire i provvedimenti governativi e prevenire le peggiori conseguenze. Va dato atto alla nostra Azienda di essersi impegnata, di aver recepito ed in gran parte dato seguito ai nostri suggerimenti e alle tante richieste dei colleghi e di averci ascoltato.

 

Occorre tuttavia denunciare alcune questioni che si sono incagliate e, inspiegabilmente, ancora ritardano ad essere risolte! Ogni ritardo, in queste condizioni, rappresenta un RISCHIO PER LA SALUTE DEI COLLEGHI E DEI LORO CARI!!!!

 

Il susseguirsi di nuovi provvedimenti rende superate valutazioni anche recentissime. Alla luce del Decreto di ieri sera e coerentemente con quanto chiesto dai nostri Segretari Generali, è imprescindibile che ci si limiti all’effettivo  “servizio pubblico essenziale”. Il Decreto stabilisce che le banche restino aperte esclusivamente per quello, dunque si limitino a fare solo quello!

 

PERMESSI RETRIBUITI PER LA GESTIONE DEI FIGLI

 

Ormai su tutto il territorio nazionale le scuole resteranno chiuse almeno fino al 3 aprile, ci vogliamo decidere ad autorizzare l'uso della Banca della Solidarietà per questo scopo per tutti coloro che ne hanno bisogno e senza prerequisiti di giacenza? E' un istituto che UNISIN ha fortemente voluto e più volte abbiamo richiesto di ampliarne l'utilizzo, non ci vorremmo pentire di aver perorato questa causa! Non c'è bisogno di grandi investimenti né tempi di attesa, la giacenza di ore è notevole ed è frutto delle nostre stesse donazioni. COSA ASPETTIAMO? Perché costringere le nostre famiglie a ricorrere a baby-sitter o nonni quando questo aumenta incredibilmente il rischio di contagio? La Banca della Solidarietà è stata autorizzata per una nevicata! Questa emergenza è forse minore?

 

DIFFUSIONE DELLO SMART WORKING

 

 

E’ assolutamente necessario procedere ad un’ attivazione massiccia delle postazioni di Smart Working e mettere SUBITO a lavoro da casa i colleghi via via abilitati per diminuire l'affollamento degli uffici e dei "maledetti" OPEN SPACE, che in queste circostanze non si rivelano una scelta lungimirante... Tante aziende stanno moltiplicando giornalmente gli accessi VPN abilitati e le attrezzature fornite: ci sono i primi segnali anche in Findomestic in tal senso tramite i VDI ( utilizzo delle dotazioni personali per svolgere la propria attività da casa) che stanno  attivando a Milano e che speriamo venga estesa a tutto il territorio italiano nel piu breve tempo possibile […]

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UNISIN consiglia ADUC

Cari iscritti UNISIN, abbiamo appena attivato un canale di comunicazione diretto con l'Associazione di Tutela dei Consumatori ADUC. Lo scopo è quello di offrirvi un servizio di tutela qualificato rispetto alle tante problematiche che, sempre più spesso, investono la vita privata nei rapporti con i vari fornitori di servizi al consumatore. ADUC ci è sembrata l’associazione più adatta allo scopo: una associazione che risolve e insegna a risolvere, fornendo tutti gli strumenti necessari alla difesa dei propri diritti.
- Visitate il sito www.aduc.it all’interno del quel già si trovano le risposte a molti problemi.
- Scriveteci alla nostra mail unisinfindomestic@gmail.it specificando come oggetto “per ADUC” tutti quei nuovi quesiti per cui avete bisogno di aiuto.
- Nei casi in cui fosse necessario rivolgersi ad una delle Sedi di Aduc (l’elenco è disponibile a questo indirizzo http://www.aduc.it/info/consedi.php) fatevi identificare con la tessera di iscritto Unisin Findomestic.
Confidando di aver fatto cosa gradita, nell’ampliare la rosa dei servizi rivolti agli iscritti, vi auguriamo un buon rientro dalle meritate ferie estive.

Manifestazioni, Assemblee, Congressi...

Legge Renzi sul Lavoro: lo smantellamento dei diritti...

IL LAVORO AI TEMPI DEL JOBS ACT

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Il “Quaderno” UNISIN illustra questi primi due Decreti Legislativi che si occupano, rispettivamente, del cosiddetto contratto di lavoro a tutele crescenti e, dunque, del nuovo regime dei licenziamenti e della disciplina della Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego – NASpI.

● scarica&leggi il manuale della Segreteria Nazionale

io Twitto...

UNISIN Toscana

visita il nuovo sito della Segreteria Regionale Toscana

RRS AdnKronos

Speciale Maternità!

...tutto quello che c'è da sapere per esercitare i propri diritti di madre/padre!

CIA, com'era... e com'è!

Dopo il "Cia in pillole", abbiamo predisposto una nuova iniziativa:

"Cia com'era e com'è"

Ogni settimana vi invieremo una "puntata" nella quale chiariremo le differenze col precedente Contratto integrativo e esporremo le novità che sono state introdotte nel nuovo.

01 - Prima Uscita - Cia com'era e com'è
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02 - Seconda Uscita - Cia com'era e com'
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03 - Terza Uscita - Cia com'era e com'è
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04 - Quarta Uscita - Cia com'era e com'e
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Occhi BEN Aperti!

 

 

-DISCIPLINARI

-STRESS

PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI: sempre in agguato e sempre più frequenti. l'INIZIATIVA del NAZIONALE Unisin.

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STRESS: per la CASSAZIONE l'azienda è RESPONSABILE dell'ORGANIZZAZIONE del LAVORO e dello STRESS causato ai DIPENDENTI! (ma ai corsi non lo dice...)

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TAGLI alla SALUTE in Findomestic

Domandiamo Insieme:

perché vi fate belli con Telethon e poi tagliate le tutele sanitarie dei vostri dipendenti? 

il MARKETING di PINOCCHIO
2013.11.26 Polizze Sanitaria ed Infortun
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le CASTE ed il GIOCO delle TRE CARTE
2013.07.22 Scandalo Findomestic parte2.p
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i TAGLI di NASCOSTO
2013.07.14 Scandalo Findomestic p1.pdf
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Fondo di Solidarietà Settore Credito

Guida alle novità di rilievo sulla applicazione delle norme introdotte dalla riforma pensionistica.

-leggi il doc della Segreteria Nazionale

tutti gli ultimi comunicati su Riforma del Lavoro, Antirapina, Straordinari in Sostituzione, Allarme Derivati, etc...

-vai nella sezione apposita

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Comunicazioni del Coordinamento Unità Sindacale Gruppo BNP Italia

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